Polizze catastrofali obbligatorie per le imprese (Cat Nat): il ruolo della perizia di parte sui danni
Dal 2024 la legge impone a quasi tutte le imprese italiane di assicurarsi contro i danni da eventi naturali catastrofali — i cosiddetti rischi catastrofaliRischi catastrofali (Cat Nat)I rischi catastrofali, spesso indicati come Cat Nat, sono i danni provocati da eventi naturali di particolare gravità, come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Per la loro intensità e diffusione richiedono coperture… o Cat Nat. È un obbligo nuovo, con scadenze che continuano a essere rinviate, ma il punto che spesso passa in secondo piano è un altro: cosa succede quando il danno arriva davvero. È in quel momento — capannone allagato, macchinari fermi, struttura lesionata dal sisma — che si gioca la differenza tra un indennizzo equo e una liquidazione al ribasso. E lì il perito di parte dell'impresa pesa molto.
Questo articolo spiega, in modo non tecnico, quali eventi copre la polizza, come funziona il meccanismo dell'indennizzo (scopertoScopertoLo scoperto è la quota del danno, espressa in percentuale, che resta a carico dell'assicurato e non viene indennizzata dalla compagnia. A differenza della franchigia, che è un importo fisso, lo scoperto cresce in proporzione all'entità… compreso) e perché conviene non affrontare le operazioni peritaliOperazioni peritaliLe operazioni peritali sono la fase in cui il danno, in particolare in ambito assicurativo, viene accertato e quantificato. Si svolgono in contraddittorio: l'assicurato o il danneggiato può parteciparvi con un proprio perito di parte,… da soli.
L'obbligo: chi deve assicurarsi e da quando
L'obbligo nasce dalla Legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023) e dai suoi decreti attuativi. Riguarda le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia tenute all'iscrizione al Registro delle imprese; il settore agricolo segue una disciplina propria. La polizza non è solo un adempimento formale: la sua assenza può comportare conseguenze concrete, come la penalizzazione nell'accesso a contributi, agevolazioni e finanziamenti pubblici.
Il calendario delle scadenze è stato rivisto più volte — con il D.L. 39/2025 (convertito dalla legge 78/2025) e con il Milleproroghe successivo — e differisce per dimensione dell'impresa (grandi, medie, micro e piccole) e per alcuni settori (ad esempio commercio, turismo, pesca e acquacoltura). Per questo le date vanno verificate alla giornata per la singola impresa: indicare qui un termine fisso sarebbe fuorviante, perché la materia è in continuo aggiornamento.
Quali eventi e quali beni sono coperti
La copertura obbligatoria riguarda un elenco preciso di eventi: sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Altri fenomeni atmosferici, come grandine, vento o sovraccarico neve, non rientrano nell'obbligo e dipendono da eventuali estensioni volontarie del contratto: è una distinzione che genera molti malintesi dopo un evento.
I beni protetti sono quelli «a qualsiasi titolo impiegati per l'esercizio dell'attività»: terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Già qui si annida un primo rischio tecnico: capire quali beni rientrano davvero e con quale valore, perché una voce dimenticata è un danno non rimborsato.
Come si determina l'indennizzo: scoperto e valore a nuovo
Due meccanismi decidono quanto l'impresa incassa davvero.
Il primo è lo scoperto (o la franchigiaFranchigiaLa franchigia è la parte del danno che, per espressa previsione di polizza, resta a carico dell'assicurato e non viene indennizzata dall'assicuratore. È di norma un importo fisso, che si sottrae al risarcimento dovuto: in pratica, fino…): la quota di danno che resta a carico dell'assicurato. Per le coperture fino a 30 milioni di euro la norma ammette uno scoperto fino al 15% del danno, se concordato tra le parti, con premi proporzionati al rischio. Su un sinistro importante, la base di calcolo — cioè l'entità del danno accertata — cambia direttamente l'importo trattenuto: ecco perché stimare bene il danno conta due volte.
Il secondo è il criterio di stima. I fabbricati si valutano al valore di ricostruzione a nuovoValore di ricostruzione a nuovoIl valore di ricostruzione a nuovo è il criterio di stima che valuta un fabbricato in base al costo necessario per ricostruirlo a nuovo, senza applicare detrazioni per la vetustà o lo stato d'uso. Per i beni mobili il concetto…, i beni mobili (macchinari e attrezzature) al costo di rimpiazzo, i terreni al costo di ripristino. Non sono formule vaghe: richiedono computi, prezzari aggiornati e una corretta individuazione dello stato dei luoghiStato dei luoghiLo stato dei luoghi è la condizione di fatto di un bene o di un sito in un dato momento, così come risulta da rilievi, fotografie, misurazioni e verbali. Documentarlo in modo accurato e tempestivo è essenziale, perché molte controversie… prima e dopo l'evento. È esattamente il terreno su cui un perito di partePerito di parteIl perito di parte è il tecnico di fiducia nominato e retribuito da una parte per tutelarne gli interessi sul piano tecnico in una controversia o nella gestione di un sinistro. Quantifica il danno, partecipa alle operazioni peritali,… sa muoversi.
Perché serve un perito di parte sul danno
Dopo un evento catastrofale la compagnia incarica un proprio perito per quantificare il danno. Quel perito è competente, ma lavora per l'assicuratore: il suo obiettivo è una liquidazione corretta dal punto di vista della compagnia. L'impresa danneggiata ha lo stesso diritto di farsi assistere da un perito assicurativo di parte, che partecipa alle operazioni peritali in contraddittorioContraddittorio tecnicoIl contraddittorio tecnico è il principio per cui le operazioni peritali devono svolgersi con la partecipazione delle parti e dei loro consulenti, che hanno facoltà di assistere, formulare rilievi e proporre osservazioni. Garantisce che….
Il consulente tecnico di parte non «litiga»: verifica le misurazioni, controlla che tutte le voci di danno siano considerate (compresi i danni indiretti agli impianti e alle strutture portanti), discute i prezzi unitari e i coefficienti di vetustà, e mette per iscritto le contestazioni quando la stima è inferiore al dovuto. Se il disaccordo resta, la maggior parte dei contratti prevede una perizia contrattualePerizia contrattualeLa perizia contrattuale è una procedura prevista da una clausola di polizza per determinare l'entità del danno al di fuori del giudizio. Ciascuna parte nomina un proprio perito e, in caso di disaccordo, i due ne nominano un terzo,… con un terzo peritoTerzo perito (arbitratore)Il terzo perito, o arbitratore, è la figura che interviene nella perizia contrattuale quando i periti nominati dalle due parti non raggiungono un accordo sull'entità del danno. Viene designato di comune accordo dai due periti o, in…: una procedura tecnica in cui essere assistiti è decisivo. Sul tema generale può aiutare la lettura di come tutelarsi nella perizia assicurativa e di come contestare la perizia dell'assicurazione.
Per le imprese il danno spesso colpisce capannoni, opifici e macchinari: qui l'accertamento sconfina nell'ingegneria forense, perché valutare la stabilità residua di una struttura dopo un sisma o un'alluvione richiede competenze strutturali, non solo estimative. Quando serve, l'analisi si appoggia anche a una verifica statica dell'edificio.
Cosa fare subito dopo l'evento
Le prime ore dopo un evento catastrofale pesano sull'intera liquidazione. Tre regole pratiche:
- Documentare lo stato dei luoghi prima di rimuovere o riparare: foto e video datati, da più angolazioni, di strutture, impianti e merci.
- Non disperdere le prove: conservare i beni danneggiati finché il perito non li ha esaminati; le riparazioni d'urgenza vanno fotografate prima e dopo.
- Attivare presto il proprio perito di parte, possibilmente prima del sopralluogo del perito della compagnia, così da impostare insieme l'accertamento.
Quando l'evento è improvviso e le tracce rischiano di sparire (ad esempio dopo lo sgombero di fango e detriti), può essere utile cristallizzare la situazione con un accertamento tecnico preventivo, che «fotografa» lo stato dei luoghi con valore probatorio.
In sintesi: la polizza Cat Nat è ormai un obbligo, ma il vero momento della verità è il danno. Affrontare le operazioni peritali con un proprio tecnico, applicare correttamente il valore di ricostruzione a nuovo e tenere d'occhio lo scoperto sono le tre leve che trasformano una polizza in un indennizzo davvero adeguato.
Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti su polizze catastrofali imprese
La mia impresa è obbligata a stipulare la polizza catastrofale?
In linea generale sì: l'obbligo riguarda le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia tenute all'iscrizione al Registro delle imprese, con l'eccezione del settore agricolo che segue regole proprie. Le scadenze sono state più volte differite e variano per dimensione e settore dell'impresa: vanno verificate caso per caso alla data attuale.
Quali eventi copre la polizza Cat Nat?
La copertura obbligatoria riguarda i danni a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature provocati da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Altri eventi atmosferici (ad esempio grandine o vento) non rientrano nell'obbligo e dipendono da eventuali coperture aggiuntive.
Posso nominare un mio perito quando l'assicurazione manda il suo?
Sì. Nella fase di accertamento del danno l'impresa assicurata ha interesse a farsi assistere da un proprio perito di parte, che partecipa alle operazioni peritali in contraddittorio, verifica le misurazioni e discute la stima prima che diventi definitiva. È il modo più efficace per evitare una sottostima.
Che cos'è lo scoperto del 15% e come incide sul rimborso?
Lo scoperto è la quota di danno che resta a carico dell'assicurato. Per le coperture fino a 30 milioni di euro la norma consente uno scoperto fino al 15% del danno, se concordato. Su un danno elevato la differenza tra una stima corretta e una al ribasso può valere molte decine di migliaia di euro.
Come si calcola il valore del danno a un capannone o ai macchinari?
I fabbricati si valutano in base al valore di ricostruzione a nuovo, i beni mobili (macchinari, attrezzature) al costo di rimpiazzo e i terreni al costo di ripristino. Sono criteri tecnici precisi: il perito di parte serve proprio a documentarli correttamente e a non lasciare fuori voci di danno.
CTP al fianco dell'avvocato
Quesiti al CTU, assistenza alle operazioni peritali, osservazioni ex art. 195 c.p.c. e relazioni spendibili in giudizio: supporto tecnico continuativo allo studio legale.