Quando un veicolo frena con le ruote bloccate lascia sull'asfalto delle tracce di frenata (skid marks). Dalla loro lunghezza, dal coefficiente di aderenza del fondo e dall'eventuale pendenza è possibile stimare la velocità del veicolo prima dell'inizio della frenata applicando la conservazione dell'energia. Questo calcolatore fornisce una stima orientativa di minima, utile come primo inquadramento di un sinistro stradale.
Dati della frenata
Lunghezza misurata delle strisciate lasciate dalle ruote bloccate.
I coefficienti sono valori tipici di letteratura: vanno calibrati sul caso concreto.
Range tipico per il fondo selezionato: 0,60 – 0,85.
Esempio: 10 = strada con dislivello del 10%.
Velocità che il veicolo aveva ancora al termine delle tracce (0 se si è arrestato).
Velocità stimata
Inserisci la lunghezza delle tracce e il fondo.
Stima di minima. Il valore calcolato è la velocità almeno presente all'inizio della frenata: la formula considera solo l'energia dissipata sulle tracce visibili, non altre dissipazioni (urto, frenata prima del blocco). La velocità reale era pari o superiore.
Avvertenze importantisu
- Solo ruote bloccate (senza ABS). Le tracce di frenata continue e nette sono prodotte da ruote bloccate. Con l'ABS le ruote non si bloccano: le tracce sono diverse (intermittenti o assenti) e la formula va adattata, perché la decelerazione effettiva non coincide con μ·g.
- Stima di minima. Il risultato non considera l'energia dissipata in altri modi (deformazioni del veicolo all'urto, frenata parziale prima del blocco, proiezione del corpo): la velocità reale era pari o maggiore di quella calcolata.
- Coefficienti indicativi. I valori di μ sono tipici di letteratura tecnica; nel caso concreto il coefficiente di aderenza va misurato o stimato sul posto.
- Per l'uso in causa serve un CTP. Questo è uno strumento di primo livello. Una ricostruzione cinematica utilizzabile in giudizio richiede rilievo dei dati reali e relazione peritale firmata da un consulente tecnico.
La formulasu
La velocità prima dell'inizio della frenata si ricava dalla conservazione dell'energia (il lavoro della forza d'attrito uguaglia la variazione di energia cinetica):
v₀ = √( v_res² + 2 · a · d )
dove:
- v₀ = velocità all'inizio della frenata (m/s) → ×3,6 per km/h
- v_res = velocità residua al termine delle tracce (m/s; default 0)
- d = lunghezza delle tracce di frenata (m)
- a = decelerazione (m/s²); su strada piana a = μ · g, con g = 9,81 m/s²
- in pendenza: a = g · ( μ · cosθ ± sinθ ) — segno + in salita (la gravità aiuta a frenare), segno − in discesa
Tabella: coefficienti di aderenza μ utilizzatisu
I valori sono indicativi (letteratura tecnica di ricostruzione) e modificabili nel calcolatore. Vanno calibrati caso per caso.
| Fondo stradale | μ tipico | Range (min – max) |
|---|---|---|
| Asfalto asciutto | 0,70 | 0,60 – 0,85 |
| Asfalto bagnato | 0,45 | 0,35 – 0,60 |
| Pavé / sterrato compatto | 0,55 | 0,45 – 0,65 |
| Neve compatta | 0,25 | 0,20 – 0,35 |
| Ghiaccio | 0,12 | 0,10 – 0,15 |
Riferimenti / Fontisu
- Formula cinematica: conservazione dell'energia meccanica / lavoro della forza d'attrito — relazione standard della ricostruzione cinematica dei sinistri stradali (v₀ = √(v_res² + 2·a·d), con a = μ·g su strada piana).
- Accelerazione di gravità: g = 9,81 m/s². Conversione velocità: km/h = m/s × 3,6.
- Coefficienti di aderenza μ: valori tipici di letteratura tecnica di ricostruzione. Sono indicativi e dipendono da fondo, pneumatici, temperatura e condizioni reali: il μ va misurato o stimato caso per caso dal consulente tecnico.
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Come si calcola la velocità dalle tracce di frenata?
Si applica la conservazione dell'energia: l'energia cinetica dissipata dalla frenata uguaglia il lavoro della forza d'attrito. La formula è v0 = √(v_res² + 2·a·d), dove d è la lunghezza delle tracce, a = μ·g è la decelerazione (μ coefficiente di aderenza, g = 9,81 m/s²) e v_res la velocità residua all'impatto. Il risultato in m/s si moltiplica per 3,6 per ottenere i km/h.
Che differenza fa l'ABS sul calcolo?
Le tracce di frenata continue e nette (skid marks) sono prodotte da ruote bloccate, cioè da una frenata senza ABS. Con l'ABS le ruote non si bloccano e le tracce sono diverse (intermittenti, sfumate o assenti): in quel caso questa formula non è direttamente applicabile e la decelerazione va stimata diversamente. Per i veicoli con ABS serve una valutazione tecnica specifica.
Da cosa dipende il coefficiente di aderenza?
Dipende dal tipo e dallo stato del fondo stradale (asfalto asciutto o bagnato, pavé, neve, ghiaccio), dallo stato degli pneumatici e della pavimentazione, dalla temperatura e dalla presenza di detriti o sostanze sdrucciolevoli. I valori di letteratura sono indicativi: nel caso concreto il μ andrebbe misurato o stimato sul posto dal consulente tecnico.
Perché il risultato è una stima di minima?
Perché la formula considera solo l'energia dissipata dalle ruote bloccate sul tratto con tracce visibili. Non tiene conto dell'energia dissipata in altri modi (frenata prima del blocco, deformazioni del veicolo all'urto, proiezione del corpo, ecc.): la velocità reale era quindi pari o superiore a quella calcolata.
Come incide la pendenza della strada?
In discesa la decelerazione effettiva si riduce perché la gravità accelera il veicolo (a = g·(μ·cosθ − sinθ)); in salita aumenta perché la gravità aiuta a frenare (a = g·(μ·cosθ + sinθ)). Lo strumento permette di inserire la pendenza in percentuale e ricalcola di conseguenza.
La stima è valida in tribunale?
No, non da sola. È uno strumento di primo livello, utile per un ordine di grandezza. Per l'uso in causa serve una ricostruzione cinematica completa redatta da un consulente tecnico, con rilievo dei dati reali (tracce, fondo, pendenza, caratteristiche del veicolo) e relazione peritale firmata.