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I quesiti al CTU: come avvocato e consulente tecnico li costruiscono insieme

Approfondimento · 2026-06-13

I quesiti al CTU: come avvocato e consulente tecnico li costruiscono insieme
I quesiti al CTU: come avvocato e consulente tecnico li costruiscono insieme

In sintesi: i quesiti al CTUConsulente tecnico d'ufficio (CTU)Il consulente tecnico d'ufficio (CTU) è l'esperto nominato dal giudice per fornire, all'interno del processo, le valutazioni tecniche necessarie a decidere la causa. Opera in posizione di terzietà e imparzialità e risponde ai quesiti… si formulano partendo dai fatti allegati e dai documenti gia' in causa, traducendoli in domande tecniche specifiche, non generiche e tecnicamente corrette. Formalmente li scrive il giudice nell'ordinanza di nomina (art. 191 c.p.c.), ma le parti li propongono per iscritto e ne discutono all'udienza di giuramento. L'avvocato presidia la cornice giuridica e l'onere della provaOnere della provaL'onere della prova è la regola, sancita dall'art. 2697 c.c., secondo cui chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provarne i fatti costitutivi, mentre chi eccepisce deve provare i fatti che ne impediscono o estinguono…; il consulente tecnico di parte (CTPConsulente tecnico di parte (CTP)Il consulente tecnico di parte (CTP) è il tecnico di fiducia nominato da una parte per assisterla negli aspetti tecnici di una controversia. Redige perizie e relazioni a sostegno della posizione del proprio assistito, partecipa alle…) verifica che ogni quesito sia accertabile, misurabile e non esplorativo. Un quesito ben costruito delimita l'indagine e orienta le conclusioni a proprio favore; un quesito generico o mal posto le disperde.

Perche' il quesito decide gia' meta' della causa

Quando in un giudizio civile la prova ha natura tecnica, il fulcro non e' tanto la relazione finale del consulente quanto la domanda che gli viene posta. Il quesito al CTU e' il perimetro dell'indagine: stabilisce cosa l'esperto puo' accertare, con quale metodo e fino a dove puo' spingersi. Un quesito largo e vago consegna al consulente uno spazio di discrezionalita' enorme; un quesito stretto e ben mirato, invece, incanala l'accertamento sui punti che contano per la tesi difensiva.

Per l'avvocato che assiste l'attore o il convenuto, questo significa una cosa semplice e spesso sottovalutata: il momento in cui si gioca la consulenza non e' il deposito della relazione, ma le settimane che precedono l'ordinanza di nomina e l'udienza di giuramento. E' li' che si decide quali domande il tecnico dovra' affrontare. Arrivare a quel passaggio con quesiti gia' pronti, scritti bene e tecnicamente solidi, cambia l'esito molto piu' di qualunque osservazione successiva.

La consulenza tecnica d'ufficio e' uno strumento del giudice, non delle parti: ma le parti che la subiscono passivamente partono svantaggiate. Chi propone quesiti precisi orienta l'indagine; chi li lascia formulare ad altri si ritrova a commentare conclusioni costruite su domande che non ha scelto.

Chi formula i quesiti e quando si interviene

Sul piano formale il quesito e' competenza del giudice. L'art. 191 c.p.c. prevede che il giudice istruttore, quando nomina il consulente con ordinanza, "formula i quesiti" e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire per il giuramento. Dopo la riforma introdotta dalla legge n. 69 del 2009, la prassi consolidata e' che i quesiti vengano gia' indicati nella stessa ordinanza di nomina, proprio per consentire un contraddittorioContraddittorio tecnicoIl contraddittorio tecnico è il principio per cui le operazioni peritali devono svolgersi con la partecipazione delle parti e dei loro consulenti, che hanno facoltà di assistere, formulare rilievi e proporre osservazioni. Garantisce che… reale delle parti su di essi.

Questo non vuol dire che l'avvocato sia spettatore. Esistono due finestre operative precise:

Il giuramento come occasione, non come formalita'

L'udienza ex art. 193 c.p.c., in cui il CTU presta giuramento di "bene e fedelmente adempiere", e' troppo spesso vissuta come adempimento burocratico. In realta' e' l'ultimo varco utile per correggere un quesito impreciso o per chiedere l'aggiunta di una domanda dimenticata. Presentarsi con il consulente tecnico di parte gia' istruito, e con una bozza di integrazione pronta, e' la differenza tra subire il quesito e contribuire a scriverlo. Il consulente tecnico di parte nel processo civile ha proprio in questa fase uno dei suoi ruoli piu' incisivi.

Le regole del quesito ben fatto

La giurisprudenza chiede che i quesiti siano formulati "in termini non generici o di stile". Tradotto in pratica, un quesito peritale ben fatto rispetta alcune regole costanti, indipendenti dalla materia.

1. Ancorare il quesito ai fatti allegati e ai documenti

Ogni domanda deve poggiare su circostanze gia' dedotte negli atti e su documenti gia' prodotti. Un quesito che chiede al CTU di accertare qualcosa che la parte non ha allegato e' destinato a generare un'indagine fragile o nulla. Il riferimento esplicito al documento ("con riferimento al contratto d'appalto del [data], doc. n. ...") rende la domanda controllabile e difende l'accertamento da future eccezioni.

2. Una domanda, un oggetto

I quesiti cumulativi, che impastano in un'unica frase piu' accertamenti eterogenei, producono risposte confuse. Meglio spezzare: accertare lo stato dei luoghiStato dei luoghiLo stato dei luoghi è la condizione di fatto di un bene o di un sito in un dato momento, così come risulta da rilievi, fotografie, misurazioni e verbali. Documentarlo in modo accurato e tempestivo è essenziale, perché molte controversie…; accertare le cause; quantificare i costi di ripristino; valutare la corrispondenza al progetto. Ogni segmento e' una domanda autonoma, numerata, verificabile.

3. Indicare il metodo e il parametro di riferimento

Un quesito tecnicamente corretto suggerisce il binario tecnico: la norma UNI applicabile, il parametro di legge sulle distanze, il criterio estimativo, il regolamento edilizio comunale. Non per vincolare il consulente, ma per evitare che adotti un metodo improprio o non verificabile. E' qui che il contributo del tecnico diventa decisivo: l'avvocato sa cosa vuole dimostrare, il CTP sa con quale strumento si dimostra.

4. Non delegare valutazioni giuridiche

Il CTU accerta fatti tecnici, non qualifica giuridicamente. Chiedergli se l'opera e' "conforme a contratto" sul piano del diritto, o se sussiste "responsabilita'", significa chiedergli cio' che spetta al giudice. La domanda corretta resta sul piano tecnico: descrivere le difformita', misurarle, individuarne le cause, stimarne il costo di eliminazione. La qualificazione la fa il giudice, sulla base di quei dati.

5. Prevedere il quesito di stima

In moltissime cause civili il punto economico e' decisivo. Un quesito che accerta il vizio ma dimentica di chiedere la quantificazione del costo di eliminazione o del minor valore lascia un buco che poi e' difficile colmare. La quantificazione va sempre prevista, con criterio dichiarato.

Il divieto di quesito esplorativo

C'e' un confine che nessun quesito puo' superare: quello del divieto di consulenza meramente esplorativa. Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 3086 del 2022, hanno fissato i principi che governano i poteri del CTU. Il consulente puo' acquisire i documenti e gli elementi necessari a rispondere ai quesiti e nei limiti delle indagini affidategli, ma non puo' mai supplire all'onere probatorio gravante sulle parti.

In concreto, il CTU non puo' essere incaricato di:

Un quesito che chiede al CTU di "verificare se esistano vizi nell'immobile", senza che la parte abbia prima allegato quali vizi e su quali documenti, e' un quesito esplorativo: la controparte puo' eccepirne l'inammissibilita' e il giudice puo' respingerlo. Il rischio non e' teorico: una CTU fondata su un quesito esplorativo e' una CTU debole, le cui risultanze possono essere travolte in sede di valutazione o in appello.

Questo confine va letto come una bussola, non come un ostacolo. Sapere dove finisce il lecito aiuta a scrivere il quesito giusto: ancorato ai fatti gia' dedotti, non oltre. Il tema e' cosi' centrale che gli abbiamo dedicato un approfondimento autonomo sulla consulenza tecnica esplorativa e il ruolo del CTP, utile per capire come stare dentro il perimetro senza rinunciare a una domanda efficace.

Quesito percipiente o deducente: come scegliere

La forma del quesito determina anche la natura della consulenza, e quindi i poteri del CTU. La distinzione tra consulenza deducente e percipiente non e' accademica: cambia il modo in cui la domanda va scritta.

La consulenza e' deducente quando il CTU deve valutare fatti gia' accertati dal giudice o pacifici tra le parti: l'esperto applica le sue conoscenze a un materiale gia' formato. La consulenza e' percipiente quando il CTU e' chiamato ad accertare direttamente situazioni di fatto rilevabili solo con il suo sapere tecnico, che le parti non potrebbero provare altrimenti.

La scelta del taglio del quesito incide sulla forza della prova. Quando la tesi della parte dipende da un dato che solo l'accertamento tecnico puo' far emergere - l'origine di un'infiltrazione occulta, la causa di un dissesto strutturale, l'entita' di un cedimentoCedimento differenzialeIl cedimento differenziale è l'abbassamento non uniforme delle fondazioni di un edificio: le diverse porzioni della struttura si abbassano in misura disuguale, generando sollecitazioni anomale che si traducono in lesioni e fessurazioni.… - il quesito percipiente e' lo strumento corretto, ma va costruito con cura: la parte deve comunque aver dedotto il fatto costitutivo del proprio diritto, perche' anche nella consulenza percipiente il CTU non sostituisce l'allegazione mancante.

Capire in anticipo se conviene impostare un quesito percipiente o deducente, e formularlo di conseguenza, e' una scelta strategica che si compie con il consulente tecnico. Abbiamo dedicato a questo snodo un'analisi specifica su CTU deducente e percipiente: come provare le proprie ragioni.

Costruire i quesiti con il CTP: il metodo a quattro mani

La proposta di quesiti piu' efficace nasce dalla collaborazione tra avvocato e consulente tecnico di parte. Sono due competenze diverse che si completano: l'avvocato governa la tesi giuridica, l'onere della prova e i limiti processuali; il tecnico verifica che ogni domanda sia accertabile, misurabile e formulata con il linguaggio e i parametri corretti della materia.

Cosa porta l'avvocato

Cosa porta il consulente tecnico di parte

Il risultato e' una proposta di quesiti di consulenza tecnica precisa e difficile da contestare: ancorata ai fatti, scritta nel linguaggio del tecnico, calibrata sull'onere della prova. La stessa squadra che ha costruito i quesiti e' poi quella che presidia le operazioni peritaliOperazioni peritaliLe operazioni peritali sono la fase in cui il danno, in particolare in ambito assicurativo, viene accertato e quantificato. Si svolgono in contraddittorio: l'assicurato o il danneggiato può parteciparvi con un proprio perito di parte,…, formula le osservazioni alla bozza di relazione e, se occorre, prepara la nota critica alla CTU o supporta la contestazione della perizia del CTU quando l'elaborato finale e' viziato.

Quesiti scritti bene oggi, meno contestazioni domani

Un quesito ben costruito riduce drasticamente la necessita' di contestare la relazione finale. Se la domanda era precisa e ancorata ai fatti, e' molto piu' difficile che il CTU sconfini, ometta o adotti metodi impropri. La cura investita nella fase dei quesiti e' un investimento che si recupera, perche' previene a monte i problemi che altrimenti si affrontano a valle, quando correggere costa di piu' e riesce meno.

Errori ricorrenti e checklist operativa

Dalla pratica emergono alcuni errori che si ripetono e che indeboliscono la consulenza. Conoscerli aiuta a evitarli gia' in fase di proposta.

Checklist prima di proporre i quesiti

A Torino e in Piemonte: come lavoriamo con gli avvocati

Affianchiamo gli studi legali di Torino, del Piemonte e della Valle d'Aosta nella fase, spesso trascurata, della costruzione dei quesiti al CTU. Lavoriamo accanto all'avvocato gia' prima dell'ordinanza di nomina: leggiamo gli atti e i documenti, individuiamo cosa deve essere provato e traduciamo la tesi in una proposta di quesiti tecnicamente esatta, ancorata ai fatti allegati e calibrata sull'onere della prova.

Il nostro intervento prosegue all'udienza di giuramento, dove una bozza di integrazione gia' pronta consente di correggere un quesito impreciso prima che diventi definitivo, e durante tutte le operazioni peritali, fino alle osservazioni alla bozza di relazione. L'obiettivo e' costante: portare l'avvocato a quel passaggio con domande che delimitano l'indagine e orientano le conclusioni, invece di subirle.

Per le cause radicate presso i Tribunali del distretto - Torino, Ivrea, Asti, Cuneo, Vercelli, Novara, Aosta - questo significa un consulente tecnico che conosce la materia edilizia, strutturale, impiantistica ed estimativa e che lavora in squadra con il legale dalla prima riga del quesito. Se hai una CTU in vista o stai valutando di sollecitarne l'ammissione, il momento giusto per parlarne e' adesso, non dopo il deposito della relazione.

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Domande frequenti su Come si formulano i quesiti al CTU e quando l'avvocato puo' intervenire con il consulente tecnico di parte

Chi formula i quesiti al CTU?

I quesiti sono formulati dal giudice istruttore con l'ordinanza di nomina ex art. 191 c.p.c. Le parti, pero', possono e devono proporre per iscritto i propri quesiti e, all'udienza di giuramento, sollecitare il giudice a integrarli o riformularli. Nella pratica il giudice recepisce spesso le proposte ben costruite delle parti.

Quando l'avvocato puo' intervenire sui quesiti?

Il momento utile e' duplice: nelle memorie o note che precedono l'ordinanza di nomina, proponendo i quesiti; e all'udienza fissata per il giuramento del CTU, dove e' ammessa l'interlocuzione delle parti sul contenuto del quesito prima della sua formulazione definitiva.

Cosa rende un quesito al CTU ben fatto?

Un quesito ben fatto e' specifico, ancorato ai fatti allegati e ai documenti in causa, tecnicamente corretto e formulato in termini non generici o di stile. Indica all'esperto cosa accertare, con quale metodo e con quale riferimento normativo o tecnico, senza chiedergli valutazioni giuridiche riservate al giudice.

Si puo' chiedere al CTU di cercare prove non fornite dalle parti?

No. Vige il divieto di consulenza meramente esplorativa: il CTU non puo' supplire all'onere probatorio della parte ne' cercare elementi non ritualmente allegati. Un quesito esplorativo e' un quesito mal posto, che la controparte puo' contestare e che il giudice puo' rifiutare.

Che differenza c'e' tra quesito a CTU percipiente e deducente?

Il quesito deducente chiede al CTU di valutare fatti gia' acquisiti; quello percipiente gli affida l'accertamento diretto di fatti tecnici non altrimenti rilevabili. La scelta del taglio del quesito incide sui poteri del CTU e va calibrata con il consulente tecnico di parte.

Conviene far redigere i quesiti dal consulente tecnico di parte?

Si'. L'avvocato presidia la cornice giuridica e l'onere della prova, il consulente tecnico di parte traduce la tesi in domande tecnicamente esatte e verificabili. La proposta di quesiti redatta a quattro mani e' piu' precisa e piu' difficile da contestare.

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