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Radon negli edifici: misurazione e obblighi

Approfondimento · 2026-06-21

Il radonRadonGas radioattivo naturale che può accumularsi negli ambienti chiusi; se ne misura la concentrazione per valutarne il rischio e gli eventuali interventi di mitigazione. è un rischio invisibile: un gas radioattivo naturale che esce dal terreno, entra negli edifici e si accumula nei locali chiusi senza che nessuno se ne accorga. Non si vede, non si sente, e l'unico modo per sapere se è presente in concentrazioni rilevanti è misurarlo. Per i proprietari e per i datori di lavoro, capire quando e come farlo — e quali obblighi esistono — è diventato un tema concreto.

Questo articolo spiega che cos'è il radon, dove tende ad accumularsi, come si esegue una misurazione attendibile e qual è il ruolo del tecnico. Sui valori limite e sulle scadenze normative manteniamo un taglio prudente: dove serve un numero o una norma, lo segnaliamo come [da verificare].

Che cos'è il radon e dove si accumula

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale che si genera nel sottosuolo dal decadimento di elementi presenti nelle rocce e nei terreni. Risale verso la superficie e penetra negli edifici attraverso fessure dei solai controterra, giunti, passaggi di impianti e materiali porosi. All'aperto si disperde; al chiuso si accumula, soprattutto nei locali a diretto contatto con il suolo.

Per questo i punti più critici sono cantine, piani interrati e seminterrati, locali tecnici e piani terra. La concentrazione dipende dal tipo di terreno, dalla geologia locale, dalle caratteristiche costruttive dell'edificio e dalle abitudini di ventilazione. La variabilità è alta: due immobili vicini possono comportarsi in modo molto diverso.

Obblighi e valori di riferimento

La normativa prevede livelli di riferimento distinti per le abitazioni e per i luoghi di lavoro, e in alcuni casi obblighi di misurazione e di valutazione del rischio in capo ai datori di lavoro, in particolare per i locali interrati e seminterrati. Tuttavia i valori numerici precisi, l'ambito di applicazione e le scadenze sono materia tecnica e normativa che va verificata [da verificare] alla disciplina vigente al momento.

Il principio generale, questo sì stabile, è che il livello di riferimento non è un divieto: il suo superamento impone di valutare e, se del caso, ridurre la concentrazione, non di abbandonare il locale. Per questo la misurazione è il presupposto di qualsiasi decisione: senza un dato, non c'è obbligo né intervento che si possa calibrare.

Come si misura in modo attendibile

Una misura attendibile non è un controllo lampo. Le buone pratiche prevedono l'uso di rilevatori passivi esposti per un periodo prolungato, così da cogliere la concentrazione media e le variazioni stagionali, che possono essere notevoli. Una misura troppo breve, o eseguita in condizioni anomale di aerazione, non è rappresentativa e può ingannare.

Conta anche il posizionamento: numero e collocazione dei rilevatori nei locali più esposti, lontano da fonti di disturbo, secondo criteri tecnici. Il tecnico definisce protocollo, durata e punti di misura, e a fine esposizione i rilevatori vengono analizzati in laboratorio. È questa rigorosità a rendere il risultato difendibile, ad esempio in una compravendita o in una contestazione.

Il ruolo del tecnico e la mitigazione

Il consulente tecnico di parte interviene su più fronti: progetta la campagna di misura, interpreta i risultati alla luce dei livelli di riferimento, e se necessario indica gli interventi di mitigazione — dalla ventilazione dei locali alla sigillatura delle vie di ingresso del gas, fino a sistemi di depressurizzazione del suolo — proporzionati alla concentrazione e all'edificio.

Il radon tocca temi vicini ad altre verifiche sull'immobile. La diagnosi accurata si lega alla consulenza tecnica di ingegneria forense quando entra in gioco la responsabilità, alla certificazione energetica e alle difformità di classe energetica nell'ambito della qualità dell'edificio, e alle prove non distruttive e indagini diagnostiche strutturali quando occorre valutare lo stato dei solai controterra che fanno da via d'ingresso al gas.

In sintesi

Il radon è un rischio reale ma gestibile: la chiave è misurarlo bene, con rilevatori esposti a lungo e un protocollo serio, e interpretare il dato alla luce dei livelli di riferimento — i cui valori e scadenze vanno sempre verificati. Il tecnico trasforma un gas invisibile in un dato concreto e, se serve, in un piano di mitigazione proporzionato. Misurare prima di decidere è l'unico approccio sensato.

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Domande frequenti su radon negli edifici

Che cos'è il radon e perché è un problema?

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, che proviene dal suolo e da alcuni materiali da costruzione. Si accumula soprattutto nei locali a contatto con il terreno, come piani interrati e seminterrati. È considerato un fattore di rischio per la salute negli ambienti chiusi: per questo se ne misura la concentrazione.

Esiste un valore limite di legge per il radon?

Esistono livelli di riferimento previsti dalla normativa per abitazioni e luoghi di lavoro, ma i valori numerici precisi e il loro ambito di applicazione vanno verificati [da verificare] alla normativa vigente. In questa sede li trattiamo in termini qualitativi: superare il livello di riferimento comporta l'adozione di misure, non un divieto automatico di utilizzo.

Come si misura il radon in modo affidabile?

La misurazione affidabile si basa su rilevatori passivi esposti per un periodo prolungato, in modo da cogliere la concentrazione media e le variazioni stagionali. Una misura troppo breve o eseguita in condizioni anomale di ventilazione non è rappresentativa. Il posizionamento dei rilevatori e la durata vanno definiti dal tecnico.

In quali edifici è più probabile trovare radon elevato?

I locali interrati e seminterrati, i piani terra a diretto contatto con il suolo e gli edifici in zone geologicamente predisposte sono i più esposti. Anche il tipo di terreno e la presenza di crepe nei solai controterra incidono. Solo la misurazione, però, dà una risposta certa per il singolo immobile.

Se il radon è elevato, cosa si può fare?

Esistono interventi di mitigazione, dalla ventilazione dei locali alla sigillatura delle vie di ingresso del gas fino a sistemi di depressurizzazione del suolo. La scelta dipende dalla concentrazione misurata e dalle caratteristiche dell'edificio: il tecnico individua la soluzione proporzionata al caso.

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