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Perizia di parte e onere della prova: come la consulenza aiuta a provare

Approfondimento · 2026-07-12

Illustrazione tematica: Perizia di parte e onere della prova: chi prova cosa
Illustrazione tematica: Perizia di parte e onere della prova: chi prova cosa

La perizia di partePerizia di parteLa perizia di parte è la relazione tecnica redatta da un consulente incaricato da una delle parti, utilizzabile nella trattativa stragiudiziale o in giudizio per sostenere la propria posizione. Per definizione non è imparziale, poiché è… non sposta ne assolve da sola l'onere della provaOnere della provaL'onere della prova è la regola, sancita dall'art. 2697 c.c., secondo cui chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provarne i fatti costitutivi, mentre chi eccepisce deve provare i fatti che ne impediscono o estinguono…. L'onere della prova e fissato dall'art. 2697 c.c. - chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne sono il fondamento - e la consulenza tecnica di parte, essendo una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico priva di autonomo valore probatorio (Cass. n. 259/2013; Cass., Sez. Un., n. 13902/2013), non e una prova. Resta pero uno strumento potente per aiutare la parte ad assolvere quell'onere: rafforza quanto dedotto (Cass. n. 16552/2015), traduce in termini tecnici verificabili cio che va provato e apre la strada alle prove vere e proprie. In una frase: la perizia di parte e il ponte verso la prova, non la prova.

Questo articolo spiega, in parole comprensibili anche a chi non e giurista, chi deve provare cosa, perche la perizia di parte non basta da sola e come una consulenza tecnica ben costruita aiuti concretamente ad assolvere l'onere della prova. Per il quadro generale conviene partire dal pilastro sul valore probatorio della consulenza tecnica di parte; per il caso specifico delle cause di danno si veda l'articolo sul valore probatorio della perizia stragiudiziale nel risarcimento danni; per capire come una CTPConsulente tecnico di parte (CTP)Il consulente tecnico di parte (CTP) è il tecnico di fiducia nominato da una parte per assisterla negli aspetti tecnici di una controversia. Redige perizie e relazioni a sostegno della posizione del proprio assistito, partecipa alle… forte possa entrare nella decisione c'e la pagina su quando il giudice fonda il convincimento sulla consulenza di parte.

La risposta diretta: non sposta l'onere, ma aiuta ad assolverlo

Partiamo dalla domanda che porta molte persone su questa pagina: "se ho una perizia di parte, ho gia provato cio che affermo?". La risposta onesta e no. Avere una perizia non significa aver provato, e non significa aver scaricato sulla controparte il compito di dimostrare il contrario. L'onere della prova resta dove lo mette la legge.

La perizia di parte fa due cose diverse dal provare. Primo, aiuta la parte a esporre in modo tecnico e verificabile cio che deve dimostrare. Secondo, apre e sostiene la strada verso le prove che assolveranno davvero l'onere: la consulenza tecnica d'ufficio, i documenti, la testimonianza. E uno strumento di lavoro prezioso, non un lasciapassare.

Il fraintendimento nasce da un'illusione comprensibile: la perizia e un documento corposo, firmato da un tecnico, pieno di numeri e conclusioni; sembra "provare". Ma nel processo civile il valore di un atto non dipende dal suo aspetto, bensi dalla sua natura giuridica. E la natura della consulenza tecnica di parte, per giurisprudenza costante, e quella di una allegazione difensiva a contenuto tecnico, non di una prova.

Il messaggio di questo articolo e quindi doppio e va tenuto insieme. Da un lato: chi pensa "ho la perizia, ho provato" sbaglia, e rischia di presentarsi in causa scopertoScopertoLo scoperto è la quota del danno, espressa in percentuale, che resta a carico dell'assicurato e non viene indennizzata dalla compagnia. A differenza della franchigia, che è un importo fisso, lo scoperto cresce in proporzione all'entità… sul piano probatorio. Dall'altro: chi rinuncia alla perizia perche "tanto non e prova" butta via lo strumento migliore per costruire la prova. La verita utile sta nel mezzo, ed e questa: la perizia di parte non assolve l'onere, ma e cio che ti mette nelle condizioni di assolverlo.

Cos'e l'onere della prova (art. 2697 c.c.) spiegato semplice

L'onere della prova e la regola che stabilisce chi, tra le parti di una causa, deve dimostrare i fatti in discussione. La norma cardine e l'art. 2697 del codice civile, che si puo riassumere cosi: chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento; chi eccepisce l'inefficacia di quei fatti, o eccepisce che il diritto si e modificato o estinto, deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda.

Tradotto in linguaggio quotidiano: chi afferma un fatto a proprio favore deve provarlo. Se sostengo che l'appartamento che ho comprato ha un vizio occultoVizio occultoIl vizio occulto è il difetto non riconoscibile con l'ordinaria diligenza al momento della consegna o dell'acquisto, che si manifesta solo successivamente. Si distingue dal vizio apparente, che è invece percepibile con un esame attento…, tocca a me dimostrare che il vizio esiste, che era occulto e che era gia presente. Se il venditore replica di avermelo comunicato, tocca a lui provare quella comunicazione. L'onere si distribuisce seguendo la posizione di ciascuno rispetto al fatto.

Perche questa regola e cosi importante? Perche il processo non e un luogo dove basta affermare per avere ragione. Il giudice decide sui fatti provati, non sui fatti soltanto raccontati. E se un fatto rilevante resta incerto - non provato ne in un senso ne nell'altro - la causa la perde chi aveva l'onere di provarlo. E la funzione decisiva dell'art. 2697 c.c.: dice al giudice come decidere quando la prova manca. Il rischio della prova mancata cade su chi doveva fornirla.

Da qui si capisce quanto pesi, in concreto, l'onere della prova. Non e un tecnicismo per addetti ai lavori: e cio che determina l'esito quando i fatti sono controversi. E chi ha l'onere della prova ha un problema molto pratico da risolvere: procurarsi e portare in giudizio elementi capaci di dimostrare cio che afferma. E qui che una consulenza tecnica di parte entra in gioco - non come prova, ma come strumento per costruire la prova.

Chi prova cosa: l'onere della prova (art. 2697 c.c.) Chi fa valere il diritto prova i fatti che ne sono il fondamento es. "il vizio esiste ed era occulto": lo prova chi lo lamenta Chi eccepisce prova i fatti su cui si fonda l'eccezione es. "l'avevo comunicato": lo prova chi lo eccepisce Fatto incerto = perde chi aveva l'onere di provarlo
L'art. 2697 c.c. distribuisce l'onere della prova: il rischio del fatto rimasto incerto ricade su chi doveva dimostrarlo.

La perizia di parte non e prova: non sposta l'onere

Chiariamo il punto piu delicato, senza giri di parole: la perizia di parte non e una prova e non sposta l'onere della prova. Questa e la posizione consolidata della giurisprudenza, e va conosciuta prima di costruire qualsiasi strategia.

La Cass. n. 259 del 2013 (Sez. II, 8 gennaio 2013) definisce la consulenza tecnica di parte una "semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico, priva di autonomo valore probatorio". Nello stesso senso si sono espresse le Sezioni Unite con la sentenza n. 13902 del 2013 (3 giugno 2013), che ribadiscono la stessa qualificazione - allegazione difensiva a contenuto tecnico priva di autonomo valore probatorio - riconoscendone semmai l'ampia ammissibilita processuale. Il concetto e granitico: la perizia di parte e una difesa, non una prova.

Cosa comporta questo sul terreno dell'onere della prova? Due conseguenze precise.

  • Non assolve l'onere per il solo fatto di esistere. Depositare una perizia non equivale a provare cio che la perizia afferma. Il fatto controverso resta da dimostrare con i mezzi di prova che l'ordinamento riconosce come tali.
  • Non ribalta l'onere sulla controparte. Chi ha l'onere della prova non se ne libera producendo un parere tecnico e pretendendo che sia l'avversario a smentirlo. L'onere non si sposta: chi doveva provare continua a doverlo fare.

C'e un corollario importante, spesso trascurato. Poiche la perizia di parte e un'allegazione difensiva e non un fatto oggetto di prova, il silenzio dell'avversario su di essa non la "conferma" automaticamente: le conclusioni tecniche di parte non diventano vere solo perche non specificamente contestate. Il giudice deve comunque valutarle. Chi confida nel fatto che "l'altro non ha replicato alla mia perizia, quindi ho ragione" si espone a una brutta sorpresa. Su questo aspetto rimandiamo all'articolo dedicato al principio di non contestazione.

La lezione e netta e va accettata senza illusioni: se il tuo caso dipende dalla prova di un fatto tecnico, non puoi affidarne l'esito alla sola perizia di parte. Puoi - e devi - usarla, ma come strumento per arrivare alla prova, non come sostituto della prova.

Pero aiuta ad assolverlo: allegazione tecnica e rafforzamento

Detto con chiarezza cio che la perizia di parte non fa, vediamo cio che fa, ed e molto. La perizia e lo strumento principe per assolvere l'onere della prova, anche se non lo assolve da sola. Aiuta la parte a costruire, passo dopo passo, la dimostrazione dei fatti che le competono.

Il primo contributo e l'allegazione tecnica. Nel processo non basta affermare genericamente "c'e un difetto" o "l'impianto e stato eseguito male": occorre esporre in modo specifico e comprensibile quale sia il fatto, in che consista, dove e come si manifesti. La perizia traduce la lamentela in termini tecnici verificabili: individua il vizio, ne descrive la causa, lo colloca nello spazio e nel tempo, lo misura. Da al giudice - che non e un tecnico - le chiavi per capire di cosa si discute. Questa e la base su cui poi si innesta la prova.

Il secondo contributo e il rafforzamento della tesi difensiva. La Cass. n. 16552 del 2015 (Sez. I, 6 agosto 2015) lo dice con una formula efficace: la consulenza tecnica di parte, pur essendo allegazione difensiva priva di autonomo valore probatorio, serve "a rafforzare, dando il parere di un tecnico, quanto dedotto" dalla parte. In altre parole, da spessore e credibilita specialistica alle affermazioni difensive: non le prova, ma le rende solide, argomentate, difficili da liquidare come opinioni campate in aria.

C'e poi un terzo contributo, il piu strategico: la perizia apre la strada alle prove vere. Una CTP ben fatta:

  • fornisce al giudice le ragioni per disporre la CTU: indica il problema tecnico, dimostra che merita un accertamento specialistico e suggerisce i quesiti giusti, sollecitando cosi la consulenza d'ufficio che potra accertare il fatto;
  • guida la ricerca documentale: evidenzia quali documenti servono, quali rilievi vanno acquisiti, quali analisi vanno svolte per dimostrare il fatto controverso;
  • individua i fatti da provare per testimoni: isola le circostanze concrete che, se confermate, dimostrano la tesi, preparando le prove orali;
  • smonta la ricostruzione avversaria: mostra dove l'altra parte non ha provato cio che doveva, riportando cosi il peso dell'onere sul suo terreno.

Ecco perche una perizia non e mai tempo perso, anche se non e prova. E la mappa che indica dove scavare per trovare la prova. Il valore di questo apporto e sviluppato anche nel pilastro sul valore probatorio della consulenza tecnica di parte.

Dai fatti accertati alla prova: la via della testimonianza

C'e una via specifica attraverso cui i fatti contenuti in una perizia di parte possono diventare prova a tutti gli effetti, ed e importante conoscerla perche e spesso sottovalutata. La chiarisce la Cass. n. 2980 del 2023.

La Corte parte dal principio gia noto e lo formula con particolare rigore: la "perizia stragiudizialePerizia stragiudizialeLa perizia stragiudiziale è la relazione tecnica formata al di fuori del processo, tipicamente su incarico di una parte, prima o a prescindere da un giudizio. Non costituisce prova legale piena, ma è liberamente valutabile dal giudice… non ha valore di prova nemmeno rispetto ai fatti che il consulente asserisce di aver accertato, ma solo di indizio, al pari di ogni documento proveniente da un terzo", e il giudice non e obbligato in nessun caso a tenerne conto. Fin qui, la conferma della regola: il documento in se, anche quando riferisce cio che il perito ha visto e misurato, resta un semplice indizio.

Ma la stessa sentenza aggiunge il passaggio decisivo. Alla parte e "riconosciuta la facolta di dedurre prova testimoniale avente ad oggetto le circostanze di fatto accertate dal consulente, che, se confermate dal medesimo in veste di testimone, possono acquisire dignita e valore di prova". Ecco il ponte: le circostanze di fatto rilevate dal perito - lo stato dei luoghiStato dei luoghiLo stato dei luoghi è la condizione di fatto di un bene o di un sito in un dato momento, così come risulta da rilievi, fotografie, misurazioni e verbali. Documentarlo in modo accurato e tempestivo è essenziale, perché molte controversie…, le misure, cio che ha visto e riscontrato - non restano prigioniere del documento. La parte puo chiedere che il perito venga sentito come testimone su quei fatti; e la sua deposizione, sottoposta al contraddittorioContraddittorio tecnicoIl contraddittorio tecnico è il principio per cui le operazioni peritali devono svolgersi con la partecipazione delle parti e dei loro consulenti, che hanno facoltà di assistere, formulare rilievi e proporre osservazioni. Garantisce che…, puo trasformare quelle circostanze in prova vera e propria.

La distinzione da tenere a mente e sottile ma cruciale. Non e la valutazione tecnica del perito a diventare prova - quella resta opinione -, ma sono i fatti materiali che egli ha osservato e che puo riferire come chiunque abbia visto qualcosa. La perizia funziona allora come una fotografia documentata di quei fatti, e la testimonianza del redattore li porta nel processo con la dignita della prova.

La ricaduta pratica e enorme per chi ha l'onere della prova. Significa che vale la pena costruire la perizia attorno a circostanze di fatto precise, datate e verificabili: proprio quelle che, un domani, il perito potra confermare sotto esame. Una perizia fatta di sole valutazioni astratte offre poco a questa via; una perizia ancorata a fatti concreti offre alla parte una riserva di potenziali prove testimoniali. La vicenda decisa da Cass. 2980/2023 - relativa alla responsabilita professionale di un avvocato, con piu perizie stragiudiziali in gioco - e finita con la cassazione della decisione di merito proprio perche questa possibilita non era stata correttamente considerata.

Come i fatti della perizia arrivano alla prova Perizia di parte valutazioni tecniche + circostanze di fatto accertate valore: indizio Prova testimoniale il redattore deposita come testimone sulle circostanze di fatto nel contraddittorio Fatti confermati acquisiscono dignita e valore di prova Cass. n. 2980/2023: solo le circostanze di fatto, se confermate dal redattore-testimone possono acquisire valore di prova - non le valutazioni tecniche in se
La via indicata da Cass. n. 2980/2023: i fatti materiali accertati dal perito diventano prova se questi li conferma come testimone.

Onere di allegazione e onere della prova: due cose diverse

Per usare bene la perizia di parte occorre tenere distinti due doveri processuali che spesso vengono confusi: l'onere di allegazione e l'onere della prova. Sono passaggi diversi dello stesso percorso, e la perizia serve soprattutto al primo, aprendo pero la strada al secondo.

L'onere di allegazione e il dovere di esporre nel processo, in modo chiaro e specifico, i fatti su cui si fonda la propria domanda o la propria difesa. Non riguarda ancora il "dimostrare", ma il "dire": la parte deve mettere sul tavolo, con precisione, quali sono i fatti rilevanti. Se un fatto non viene nemmeno allegato, il giudice non puo tenerne conto, per quanto vero sia. Allegare significa raccontare i fatti giusti, nel modo giusto e al momento giusto.

L'onere della prova e il dovere successivo di dimostrare che quei fatti, gia allegati, sono veri. E il passaggio disciplinato dall'art. 2697 c.c. di cui abbiamo parlato: fornire al giudice gli elementi che provano il fatto affermato.

Dove si colloca la perizia di parte in questa sequenza? In modo naturale, sul versante dell'allegazione tecnica. La perizia e lo strumento ideale per allegare bene un fatto complesso: lo descrive, lo qualifica, lo misura, ne spiega la causa in termini che il giudice puo comprendere. Una parte che deposita una perizia solida allega in modo forte, specifico e credibile: mette il fatto tecnico davanti al giudice in tutta la sua concretezza.

Ma - ed e qui che si chiude il cerchio - allegare bene non e ancora provare. Dopo aver allegato il fatto tecnico attraverso la perizia, la parte deve ancora assolvere l'onere della prova, e lo fara con la CTUConsulente tecnico d'ufficio (CTU)Il consulente tecnico d'ufficio (CTU) è l'esperto nominato dal giudice per fornire, all'interno del processo, le valutazioni tecniche necessarie a decidere la causa. Opera in posizione di terzietà e imparzialità e risponde ai quesiti…, con i documenti, con la testimonianza del redattore sui fatti accertati (Cass. 2980/2023), con ogni mezzo di prova ammissibile. La perizia serve dunque a compiere in modo eccellente il primo passo e a preparare il secondo: e il ponte tra il dire e il dimostrare.

Questa distinzione spiega, tra l'altro, un errore ricorrente. Chi deposita una perizia e si ferma li ha spesso allegato benissimo ma non ha provato: ha raccontato in modo tecnico e convincente, ma non ha portato i mezzi che trasformano il racconto in prova. Il risultato e paradossale: un caso tecnicamente ben esposto ma probatoriamente scoperto. Evitare questo scarto e il vero lavoro di chi imposta correttamente una consulenza di parte in vista del giudizio.

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Come impostare una CTP orientata a far assolvere l'onere

Se la perizia non e prova ma e lo strumento per costruirla, allora va impostata proprio con questo obiettivo: fornire alla parte il materiale per assolvere l'onere della prova. Non tutte le perizie lo fanno con la stessa efficacia. Una perizia di sole opinioni aiuta poco; una perizia ancorata a fatti oggettivi aiuta moltissimo. Ecco i criteri che, nella nostra esperienza, rendono una CTP realmente utile a provare.

Ancorare tutto a circostanze di fatto verificabili. La perizia dovrebbe poggiare su fatti concreti - misure, rilievi, stato dei luoghi, condizioni riscontrate - piu che su giudizi astratti. Sono i fatti, non le opinioni, che possono diventare prova (per documenti, per CTU, per la testimonianza del redattore). Piu la perizia e fatta di circostanze controllabili, piu offre appigli probatori.

Dichiarare il metodo. Norme tecniche di riferimento, strumenti usati e loro taratura, criteri di calcolo e procedura seguita rendono ogni conclusione trasparente e ripetibile. Un metodo dichiarato consente al CTU di ripercorrere e confermare i rilievi, e da alla parte una base che regge il controllo. E il cuore di cio che approfondiamo nell'articolo su metodo e ripetibilita della perizia.

Datare e tracciare i dati. Ogni rilievo dovrebbe portare data, luogo, condizioni e strumento. Un dato tracciabile e verificabile, e la data certa fissa lo stato dei luoghi prima che muti. Quando i luoghi o i materiali sono destinati a cambiare, cristallizzare il fatto in tempo utile puo essere l'unico modo per poterlo poi provare. E la funzione dell'accertamento tecnico preventivo.

Privilegiare le misure strumentali. Numeri, misurazioni, prove sui materiali e rilievi metrici pesano piu delle valutazioni discorsive perche chiunque puo ricontrollarli. Sono la parte della perizia piu vicina alla prova, perche sposta il baricentro dalla parola del tecnico al dato oggettivo. Il tema del rapporto tra misure e valore probatorio e sviluppato nell'articolo sulla perizia senza misure e le prove strumentali.

Impostare i quesiti per la CTU. Una buona perizia non si limita a concludere: indica al giudice quale accertamento tecnico serve e come formulare i quesiti alla consulenza d'ufficio. Cosi facendo prepara il mezzo - la CTU - che potra realmente accertare il fatto e far assolvere l'onere.

Isolare i fatti provabili per testimoni. Elencare con precisione le circostanze materiali osservate dal consulente prepara l'eventuale prova testimoniale del redattore, secondo la via aperta da Cass. 2980/2023. Sapere in anticipo quali fatti potranno essere confermati sotto esame orienta la stesura della perizia.

La logica di fondo e sempre la stessa: costruire la perizia non come un punto di arrivo ("ecco la mia conclusione"), ma come un punto di partenza probatorio ("ecco i fatti oggettivi da cui la prova puo nascere"). Una CTP impostata cosi non pretende di provare da sola - non potrebbe -, ma mette la parte nella condizione migliore per assolvere il proprio onere. E la differenza tra una perizia che resta un'opinione e una perizia che diventa la spina dorsale della strategia probatoria.

In sintesi

Perizia di parte e onere della prova stanno in un rapporto preciso, che conviene fissare senza illusioni ma anche senza sottovalutazioni. La perizia di parte non sposta l'onere della prova sulla controparte e non lo assolve da sola: l'onere resta regolato dall'art. 2697 c.c. - chi afferma un fatto deve provarlo - e la consulenza tecnica di parte e una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico priva di autonomo valore probatorio (Cass. n. 259/2013; Cass., Sez. Un., n. 13902/2013). Non e prova.

Eppure e lo strumento migliore per assolvere quell'onere. Rafforza la tesi difensiva dando il parere di un tecnico (Cass. n. 16552/2015), traduce in allegazione tecnica verificabile cio che va provato, e apre la strada alle prove vere: la CTU, i documenti, e la testimonianza del redattore sui fatti accertati, che se confermati sotto esame possono acquisire dignita e valore di prova (Cass. n. 2980/2023).

Il confine da non perdere di vista e quello tra allegare e provare: la perizia serve soprattutto ad allegare bene il fatto tecnico e a preparare la sua dimostrazione, non a chiuderla. Chi pensa "ho la perizia, ho provato" sbaglia; chi rinuncia alla perizia perche "non e prova" si priva del ponte verso la prova. La verita utile e che una CTP ben fatta - ancorata a fatti, misurata, tracciabile, ripetibile - e cio che ti mette nelle condizioni di assolvere l'onere della prova. Non vince da sola, ma e quasi sempre cio che rende possibile vincere.

Il tuo caso: una perizia costruita per aiutarti a provare

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  • Per l'avvocato: un alleato tecnico che allega bene il fatto, imposta i quesiti per la CTU, individua le circostanze provabili per testimoni e riporta sul terreno avversario il peso della prova mancata.
  • Per il privato e l'impresa: una consulenza chiara e verificabile che spiega cosa devi dimostrare e come, con lo stato dei luoghi fissato con data certa quando serve, utile in causa, in trattativa e in mediazione.

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Questo articolo ha finalita informative generali e non costituisce parere legale ne consulenza tecnica sul caso concreto. La distribuzione dell'onere della prova e il valore della consulenza tecnica di parte dipendono dalle circostanze specifiche, dal tipo di processo e dagli orientamenti giurisprudenziali applicabili. Per una valutazione riferita alla tua situazione rivolgiti a un avvocato e a un consulente tecnico di fiducia.

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Domande frequenti su perizia di parte e onere della prova

La perizia di parte sposta l'onere della prova sulla controparte?

No. L'onere della prova e fissato dall'art. 2697 c.c.: chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. La perizia di parte non sposta questa regola sulla controparte, perche e una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico priva di autonomo valore probatorio (Cass. n. 259/2013, Sez. Un. n. 13902/2013). Resta uno strumento per aiutare la parte ad assolvere il proprio onere, non per trasferirlo.

La perizia di parte da sola basta a provare il mio diritto?

No, da sola non basta. Non essendo prova autonoma, la perizia di parte non assolve l'onere della prova per il solo fatto di essere depositata. Serve pero a rafforzare, con il parere di un tecnico, quanto la parte deduce (Cass. n. 16552/2015) e apre la strada ad altre prove: la CTU, i documenti, la testimonianza del redattore sui fatti accertati (Cass. n. 2980/2023). E il ponte verso la prova, non la prova.

Che differenza c'e tra onere di allegazione e onere della prova?

L'onere di allegazione e il dovere di esporre nel processo i fatti su cui si fonda la domanda, in modo chiaro e specifico. L'onere della prova e il dovere di dimostrare che quei fatti sono veri. Una perizia di parte ben fatta serve soprattutto ad allegare in termini tecnici e verificabili cio che va provato e a preparare il terreno per le prove che assolveranno l'onere vero e proprio.

I fatti accertati dal mio perito possono diventare prova?

Si, per una via precisa. La perizia stragiudiziale in se ha valore di semplice indizio anche sui fatti che il consulente dichiara di aver accertato. Ma la parte puo chiedere la prova testimoniale sulle circostanze di fatto rilevate dal consulente: se questi le conferma come testimone, quelle circostanze possono acquisire dignita e valore di prova (Cass. n. 2980/2023).

Se ho una perizia, devo comunque chiedere la CTU?

Spesso si. La perizia di parte non sostituisce la consulenza tecnica d'ufficio. Anzi, una CTP solida serve proprio a sollecitare e orientare la nomina della CTU, fornendo al giudice i motivi tecnici per disporla e i quesiti giusti. La prova tecnica del fatto controverso passa di regola attraverso la CTU o attraverso prove documentali e testimoniali, non attraverso la sola perizia di parte.

Come deve essere fatta una perizia per aiutare davvero ad assolvere l'onere della prova?

Deve essere ancorata a fatti oggettivi: metodo dichiarato, misure strumentali, dati datati e tracciabili, fonti verificabili. Piu la perizia poggia su circostanze di fatto controllabili e ripetibili, piu offre alla parte materiale utile per provare, per orientare la CTU e per sostenere la testimonianza del redattore. Una perizia di sole opinioni, priva di riscontri, aiuta poco a soddisfare l'onere della prova.

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