Consulenza Tecnica di ParteIngegneria ForensePerito di parte espertoPerizie a tutela dei tuoi diritti
Metodologia

STAR Fire Investigation: scheda metodologica

Come STArchetipo conduce un'indagine su origine e causa di un incendio: protocollo in sette fasi secondo NFPA 921, modello di simulazione a zone e verifica degli effetti sulle strutture secondo gli Eurocodici. Formule, input, output, limiti e modalità di citazione.

Richiedi una valutazione tecnica sull'incendio
Schema del metodo scientifico NFPA 921 applicato dal protocollo STAR Fire Investigation

Cos'è e a cosa serve

STAR Fire InvestigationFire investigationLa fire investigation è l'indagine tecnica condotta per accertare le cause e l'origine di un incendio, individuandone il punto di innesco e ricostruendone la dinamica di sviluppo. Attraverso l'analisi delle tracce, dei materiali… è il protocollo con cui STArchetipo conduce l'indagine tecnica su origine, causa e conseguenze di un incendio. Non è un singolo programma: è una procedura in sette fasi che applica il metodo scientifico descritto da NFPA 921 (Guide for Fire and Explosion Investigations, edizione 2024) e la integra, quando i dati lo consentono, con un modello di calcolo — un simulatore a zone multi-compartimento con verifica degli effetti sulle strutture secondo gli Eurocodici della parte fuoco — usato per mettere alla prova le ipotesi, non per sostituirle. Il protocollo è documentato sul sottodominio dedicato incendi.consulenzatecnicadiparte.it, dove è pubblicato anche il simulatore della propagazione dell'incendio in appartamento.

Serve a rispondere, in modo separato e verificabile, a tre domande: dove è nato il fuoco (origine), che cosa lo ha innescato (causa) e quali danni ne sono derivati. Il destinatario è chi deve sostenere o contestare una conclusione tecnica: avvocati, assicurati, imprese, condomini, consulenti di controparte, CTUConsulente tecnico d'ufficio (CTU)Il consulente tecnico d'ufficio (CTU) è l'esperto nominato dal giudice per fornire, all'interno del processo, le valutazioni tecniche necessarie a decidere la causa. Opera in posizione di terzietà e imparzialità e risponde ai quesiti…. La scheda che segue descrive il metodo, le formule impiegate, i riferimenti, gli input e gli output, i limiti e un esempio: è pensata per essere citata e verificata da terzi.

Metodo e formule utilizzate

Il protocollo in sette fasi

  1. Messa in sicurezza — persone, poi stabilità dei luoghi.
  2. Congelamento della scena — reperti, impianti, fotografie, dati digitali; catena di custodia prima che sgombero e bonifica rendano il rilievo irripetibile.
  3. Raccolta dei dati — ispezione dall'esterno verso l'interno e dalle zone meno danneggiate a quelle più danneggiate; rilievi metrici, misure di profondità di carbonizzazione, testimonianze dei primi intervenuti.
  4. Ricostruzione del «prima» — layout antecedente all'evento: cosa c'era, dove, acceso o spento, aperto o chiuso.
  5. Formulazione delle ipotesi — tutte quelle compatibili con i dati, comprese quelle sfavorevoli al committente.
  6. Test ed esclusione — ogni ipotesi è confrontata deduttivamente con l'insieme dei dati, con calcolo, simulazione o analisi di laboratorio; sopravvive quella che nessun dato smentisce.
  7. Documentazione — conclusioni con livello di confidenza dichiarato, limiti espliciti, elenco dei dati mancanti.

Le fasi 5-6 sono la trasposizione operativa del metodo scientifico di NFPA 921 (definizione del problema, raccolta e analisi dei dati, sviluppo e test delle ipotesi, selezione dell'ipotesi finale). Una conclusione ottenuta per sola esclusione delle cause accidentali, senza evidenza fisica della causa indicata (negative corpus), non è ammessa come causa determinata.

Lettura dei pattern di combustione (fase 3)

I segni lasciati da calore, fumo e fiamma sulle superfici sono indicatori qualitativi dell'area d'origine, mai prova di causa. Il protocollo li classifica in cinque famiglie: segno a V (base verso una sorgente localizzata vicina alla parete), segno a U (sorgente arretrata o crescita lenta), cono rovesciato (combustione breve e intensa, spesso sovrainterpretato), clessidra (fiamma di altezza nota, con riferimento metrico alla strozzatura) e clean burn (superfici pulite dalla combustione della fuliggine, indice di alte temperature locali). Ogni pattern va corroborato dalla profondità di carbonizzazione e, dopo il flashover, letto con cautela: possono formarsi V secondarie.

Modello di simulazione a zone (fase 6)

Il simulatore risolve ogni locale con due strati (caldo superiore e freddo inferiore), bilanci di massa e di energia e flussi alle aperture integrati in altezza, nella formulazione dei modelli a zone tipo CFAST nel limite a pressione costante. Le grandezze principali:

  • Carico d'incendio di progetto (EN 1991-1-2:2002, §E.1): q_f,d = q_f,k · m · δ_q1 · δ_q2 · δ_n — in MJ/m²; q_f,k è il carico caratteristico (frattile 80 % della Tab. E.4), m = 0,8 il fattore di combustione per materiali cellulosici, δ i fattori di rischio e di misure di protezione.
  • Fase di crescita (curva t², EN 1991-1-2:2002 §E.4 e Tab. E.5): Q̇(t) = min( α · (t − t_ign)², RHR_f · A_focolare ) con α = 1000 / t_α² — in kW; t_α in s è il tempo per raggiungere 1 MW (lenta, media, veloce, ultraveloce); RHR_f in kW/m² la potenza massima per unità di area.
  • Potenza massima in regime controllato dalla ventilazione (EN 1991-1-2:2002, eq. E.6): Q̇_max = 1,4 · A_v · √h_eq — in MW, con A_v area delle aperture in m² e h_eq altezza media delle aperture in m.
  • Fattore di apertura (EN 1991-1-2:2002, All. A): O = A_v · √h_eq / A_t — in m^½, con A_t superficie totale del compartimento; ammesso fra 0,02 e 0,20.
  • Dispersione alle pareti (correlazione di McCaffrey, Quintiere e Harkleroad, 1981): h_k = √(k·ρ·c / t) per t < t_p, h_k = k / δ per t ≥ t_p, con t_p = (ρ·c/k)·(δ/2)² — in W/(m²·K); k conducibilità, ρ densità, c calore specifico, δ spessore della parete.
  • Irraggiamento dello strato caldo verso il pavimento: q̇″_pav = ε_gas · σ · (T_u⁴ − T_0⁴) — in kW/m²; σ = 5,67·10⁻⁸ W/(m²·K⁴), T_u temperatura assoluta dello strato caldo.
  • Criteri di flashover (usati in alternativa, il primo che si verifica): T_u − T_0 ≥ ΔT_flash (default 500 °C, da letteratura) oppure q̇″_pav ≥ 20 kW/m².
  • Curva nominale ISO 834 (EN 1991-1-2:2002, §3.2), riportata solo come confronto: Θ_g = 20 + 345 · log₁₀(8t + 1) — in °C, t in minuti.
  • Curva parametrica (EN 1991-1-2:2002, All. A, eq. A.1-A.12): Γ = (O/b)² / (0,04/1160)², t* = t·Γ, b = √(k·ρ·c) in J/(m²·s^½·K); fase di riscaldamento Θ_g = 20 + 1325·(1 − 0,324·e^(−0,2t*) − 0,204·e^(−1,7t*) − 0,472·e^(−19t*)).

Effetti sulle strutture

  • Acciaio non protetto (EN 1993-1-2:2005, §4.2.5.1, eq. 4.25): ΔΘ_a = k_sh · (A_m/V) / (c_a·ρ_a) · ḣ_net · Δt — in K; A_m/V fattore di sezione in m⁻¹, ḣ_net flusso termico netto in W/m² (convettivo + radiativo, α_c = 25 W/(m²·K) per ISO 834 e 35 W/(m²·K) per curve parametriche, EN 1991-1-2:2002 §3.2.1 e §3.3.2).
  • Calcestruzzo armato (EN 1992-1-2:2004, All. B.1, metodo dell'isoterma 500): campo termico 2D della sezione; il calcestruzzo oltre 500 °C si considera perduto, la sezione ridotta b_fi = b − a_500,sx − a_500,dx; momento resistente a caldo M_Rd,fi = F_s · (d − 0,4·x) con F_s = Σ A_s,i · f_yk · k_s(θ_i) / γ_s,fi e γ_s,fi = γ_c,fi = 1,00 (§2.3).
  • Legno (EN 1995-1-2:2004, §3.4 e §4.2.2): profondità di carbonizzazione d_char = β_n · t — in mm, β_n velocità di carbonizzazione nominale in mm/min (Tab. 3.1); sezione efficace con strato a resistenza nulla.
  • Partizioni (criterio di isolamento I): superamento di +140 °C medi sulla faccia non esposta.

Riferimenti normativi e scientifici

Riferimento Uso nel protocollo Stato
NFPA 921 — Guide for Fire and Explosion Investigations, ed. 2024 Metodo scientifico, test delle ipotesi, pattern, negative corpus Verificato (edizione vigente, guida non cogente in Italia)
EN 1991-1-2:2002 (Eurocodice 1, parte fuoco) Carico d'incendio (All. E), curve nominali e parametrica (§3.2, All. A) Verificato nel simulatore (versione BS EN)
EN 1992-1-2:2004 (Eurocodice 2) Isoterma 500, fattori di riduzione, campo termico Verificato nel simulatore
EN 1993-1-2:2005 (Eurocodice 3) Riscaldamento dell'acciaio, temperatura critica Verificato nel simulatore
EN 1995-1-2:2004 (Eurocodice 5) Carbonizzazione e sezione efficace del legno Verificato nel simulatore
ISO 834 (curva temperatura-tempo standard) Solo confronto Verificato via EN 1991-1-2 §3.2
McCaffrey, Quintiere, Harkleroad (1981), correlazione MQH Scambio termico alle pareti, taratura su oltre 100 prove Letteratura, citata nel simulatore

I coefficienti numerici precaricati nel simulatore sono dichiarati come «da verificare su fonte ufficiale» e sono modificabili: la relazione riporta sempre i valori effettivamente adottati. Le edizioni degli Eurocodici indicate sono quelle implementate; la seconda generazione degli Eurocodici è in corso di pubblicazione e le tabelle andranno riverificate (da verificare).

Input richiesti e output prodotti

Input Fonte tipica Output
Rapporto VVF, denuncia di sinistro, polizza, elaborati impianti, planimetrie Fase 1 (documenti) Definizione del mandato e dei quesiti
Fotografie, video, rilievo metrico, reperti con catena di custodia Fase 2-3 (scena) Planimetria del rilievo, mappa dei pattern, elenco reperti
Layout pre-incendio: arredi, apparecchi, stato di porte e finestre Fase 4 Ricostruzione del «prima»
Piantina in scala, locali e aperture; destinazione d'uso, q_f,k, δ, velocità di crescita, materiali di delimitazione; locale di innesco Simulatore Temperature per locale, HRR, altezza dello strato libero, cronologia degli eventi (innesco, rottura vetri, flashover, cedimento infissi)
Elementi strutturali (sezione, protezione, armature, specie legnosa) Simulatore Classe di resistenza raggiunta, M_Rd,fi, d_char
Ipotesi alternative di origine e causa Fase 5 Matrice ipotesi/evidenze con esito: confermata, esclusa, indeterminata
Fase 7 Relazione con livello di confidenza, limiti, dati mancanti; documentazione fotografica sistematica

Limiti e ipotesi

  • Il modello a zone descrive due strati omogenei per locale: non risolve gradienti locali, getti di soffitto o fiamme inclinate; per geometrie complesse serve un modello di campo (CFD), non incluso.
  • I criteri di innesco, flashover e rottura dei vetri sono soglie di letteratura, non misure: cambiarli è legittimo e va motivato.
  • Il simulatore non è un progetto antincendio e non produce certificazioni; i risultati non costituiscono perizia senza il giudizio del tecnico.
  • La lettura dei pattern è qualitativa e perde affidabilità dopo il flashover.
  • Il protocollo non può recuperare dati distrutti: se la scena è stata bonificata prima del rilievo, la conclusione può essere «indeterminata» ed è dichiarata come tale.
  • L'incertezza dei parametri (carico d'incendio reale, ventilazione effettiva, ora di innesco) si propaga sui tempi calcolati: gli esiti vanno letti come intervalli, non come istanti esatti.
Orientamento in 2 minuti
Ti serve davvero un CTP?

Poche domande per capire se il tuo caso ha bisogno di un consulente tecnico di parte, di una perizia o di un semplice sopralluogo.

Esempio applicativo (dati di esempio, non un caso reale)

Soggiorno di 20 m² con altezza 2,7 m, un'apertura da 1,2 × 2,1 m (A_v = 2,52 m², h_eq = 2,1 m). Potenza massima in regime di ventilazione: Q̇_max = 1,4 · 2,52 · √2,1 ≈ 5,1 MW. Con crescita «media» (t_α = 300 s, α ≈ 0,0111 kW/s²), il focolare raggiunge 1 MW a 300 s dall'innesco. Nel modello a zone, con pareti in laterizio intonacato, lo strato caldo supera i 500 °C intorno a 6-7 minuti (valore di esempio, dipende dai parametri): il flashover simulato è quindi compatibile con una testimonianza che colloca «le fiamme alla finestra» a circa 8 minuti dal primo fumo, mentre sarebbe incompatibile con un'ipotesi di innesco avvenuto 40 minuti prima dell'allarme, che avrebbe prodotto un incendio già in fase di decadimento. È un uso tipico della fase 6: la simulazione non «trova» la causa, ma scarta le cronologie che non tornano.

Versione, autore e changelog

  • Versione scheda: 1.0
  • Autore: Ing. Fabrizio Salamano — STArchetipo (studio fondato nel 2003; ingegnere forense dal 1995, Ordine degli Ingegneri di Torino n. 6934R)
  • Data: 22/09/2026
  • Changelog: v1.0 — 22/09/2026 — prima pubblicazione della scheda metodologica

Come citare

Salamano F. (2026). STAR Fire Investigation: scheda metodologica, v1.0. STArchetipo, Ivrea. https://www.consulenzatecnicadiparte.it/metodo-star-fire-investigation/ (consultato il gg/mm/aaaa).

Approfondimenti collegati

Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →

Domande frequenti su metodo STAR Fire Investigation

Che cos'è STAR Fire Investigation?

È il protocollo di indagine sugli incendi di STArchetipo: una procedura in sette fasi (messa in sicurezza, congelamento della scena, raccolta dati, ricostruzione del layout pre-incendio, formulazione delle ipotesi, test ed esclusione, documentazione) che applica il metodo scientifico descritto da NFPA 921 e, quando i dati lo consentono, lo integra con un modello di simulazione a zone per verificare la compatibilità fisica delle ipotesi.

STAR Fire Investigation è un software o un metodo?

Prima di tutto un metodo. La parte di calcolo è un modello a zone multi-compartimento, con verifica degli effetti sulle strutture secondo EN 1991-1-2, EN 1992-1-2, EN 1993-1-2 ed EN 1995-1-2, usato per testare le ipotesi (tempi di flashover, temperature raggiunte, propagazione fra locali). Il calcolo non sostituisce il sopralluogo né la lettura dei pattern di combustione: li mette alla prova.

Quale edizione di NFPA 921 viene applicata?

L'edizione 2024 di NFPA 921 — Guide for Fire and Explosion Investigations, che è la vigente. NFPA 921 è una guida, non una norma cogente in Italia: viene adottata come riferimento metodologico perché è il documento più diffuso a livello internazionale per l'indagine su origine e causa.

Il modello di simulazione dimostra la causa dell'incendio?

No. Un modello a zone può escludere un'ipotesi (per esempio dimostrando che un certo focolare non può aver prodotto le temperature osservate nei tempi noti) o mostrarne la compatibilità con i dati. Non dimostra da solo una causa: serve l'evidenza fisica sul posto, la ricostruzione del layout e l'esclusione documentata delle alternative.

Quando l'esito dell'indagine è «indeterminato»?

Quando nessuna ipotesi resiste al confronto con tutti i dati disponibili, oppure quando i dati sono insufficienti perché la scena è stata alterata da sgombero e bonifica prima del rilievo. In questo caso la relazione lo dichiara esplicitamente, con l'elenco dei dati mancanti e del loro effetto: è la conclusione corretta secondo il metodo scientifico, non un fallimento dell'indagine.

Posso citare questa scheda in una relazione o in un atto?

Sì. La scheda ha versione, autore, data e changelog: la formula di citazione è riportata in fondo alla pagina. Le formule e i riferimenti normativi indicati sono verificabili sulle fonti citate.

Per gli studi legali

CTP al fianco dell'avvocato

Quesiti al CTU, assistenza alle operazioni peritali, osservazioni ex art. 195 c.p.c. e relazioni spendibili in giudizio: supporto tecnico continuativo allo studio legale.

Hai una situazione da valutare?

Descrivi il tuo caso: ti diciamo, senza impegno, se e come una perizia o una consulenza tecnica può esserti utile.

Sono un avvocatoSono un privato o un’azienda

Oppure vai direttamente ai contatti →