Il calcolo del carico d'incendio specifico di progetto qf,d è un passaggio centrale della progettazione antincendio secondo il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015, capitolo S.2.9). La formula di riferimento è qf,d = δq1 · δq2 · δn · qf, dove qf = Σ(gi·Hi·mi·ψi) / A è il carico d'incendio specifico nominale, calcolato sui materiali combustibili effettivamente presenti nel compartimento e sulla sua superficie lorda.
Compartimento e misure antincendio
Determina automaticamente δq1.
Tab. S.2-6: le misure di controllo dell'incendio si escludono a vicenda, se ne sceglie una sola.
Carico d'incendio specifico di progetto
Inserisci i dati per il calcolo.
Nota: il qf,d ottenuto individua la classe di resistenza al fuoco secondo il procedimentoCedimento differenzialeIl cedimento differenziale è l'abbassamento non uniforme delle fondazioni di un edificio: le diverse porzioni della struttura si abbassano in misura disuguale, generando sollecitazioni anomale che si traducono in lesioni e fessurazioni.… del D.M. 9 marzo 2007; l'attribuzione della classe non è automatizzata in questo strumento e va condotta da un tecnico abilitato.
Materiali combustibili nel compartimento
| Materiale | gi (kg) | Hi (MJ/kg) | mi | ψi |
|---|
Hi indicativi da letteratura tecnica/EN 1991-1-2, editabili in tabella. mi = 0,80 per legno/cellulosici, 1,00 per gli altri. ψi = 0 (contenitori resistenti al fuoco), 0,85 (contenitori incombustibili non progettati), 1,00 (altri casi).
Le formule usatesu
Carico d'incendio specifico nominale: qf = Σ(gi·Hi·mi·ψi) / A [MJ/m²].
Carico d'incendio specifico di progetto: qf,d = δq1 · δq2 · δn · qf [MJ/m²].
δq1 — superficie lorda del compartimento A:
| Superficie A (m²) | δq1 |
|---|---|
| A < 500 | 1,00 |
| 500 ≤ A < 1000 | 1,20 |
| 1000 ≤ A < 2500 | 1,40 |
| 2500 ≤ A < 5000 | 1,60 |
| 5000 ≤ A < 10000 | 1,80 |
| A ≥ 10000 | 2,00 |
δq2 — classe di rischio:
| Classe | δq2 |
|---|---|
| I — Rischio basso | 0,80 |
| II — Rischio moderato | 1,00 |
| III — Rischio alto | 1,20 |
δn — misure antincendio (Tab. S.2-6). Controllo dell'incendio, mutuamente esclusivo (una sola opzione): nessuno 1,00; reti idranti protezione interna (δn1) 0,90; reti idranti interna+esterna (δn2) 0,80; sistema automatico acqua/schiuma + idranti interna (δn3) 0,54; altro sistema automatico + idranti interna (δn4) 0,72; acqua/schiuma + idranti interna+esterna (δn5) 0,48; altro automatico + idranti interna+esterna (δn6) 0,64. Misure indipendenti, cumulabili se presenti: gestione sicurezza antincendio liv. II (δn7) 0,90; controllo fumi e calore liv. III (δn8) 0,90; rivelazione e allarme liv. III (δn9) 0,85; operatività antincendio liv. IV (δn10) 0,81. Il coefficiente δn complessivo è il prodotto di tutti i δni applicabili.
mi — partecipazione alla combustione: 0,80 per legno e materiali cellulosici; 1,00 per tutti gli altri materiali.
ψi — limitazione della partecipazione alla combustione: 0 per i materiali in contenitori progettati per resistere al fuoco; 0,85 per i materiali in contenitori incombustibili non progettati per resistere al fuoco; 1,00 in tutti gli altri casi.
Poteri calorifici Hi indicativi (letteratura tecnica/EN 1991-1-2, editabili per ogni materiale): legno, carta, cartone e cellulosa 17 MJ/kg; tessuti naturali 18 MJ/kg; polietilene/polipropilene 44 MJ/kg; polistirene 40 MJ/kg; PVC 17 MJ/kg; gomma 32 MJ/kg; poliuretano (schiuma) 23 MJ/kg; benzina 44 MJ/kg; gasolio 42 MJ/kg; etanolo 27 MJ/kg.
Conversione indicativa: 1 MJ ≈ 0,057 kg di legna equivalente.
Riferimenti / Fontisu
- D.M. 3 agosto 2015 (Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139), capitolo S.2.9 "Carico di incendio specifico di progetto" — testo pubblicato su vigilfuoco.it.
- D.M. 9 marzo 2007 (Approvazione di norme tecniche per la determinazione dei requisiti di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi) — procedimento per l'attribuzione della classe di resistenza al fuoco a partire dal carico d'incendio.
- UNI EN 1991-1-2 e letteratura tecnica di settore — poteri calorifici indicativi dei materiali combustibili.
Disclaimer: questo strumento fornisce una stima del carico d'incendio specifico di progetto qf,d sulla base dei dati inseriti dall'utente. I poteri calorifici proposti sono indicativi ed editabili: per il caso reale vanno verificati sulle schede tecniche dei materiali effettivamente presenti. La determinazione della classe di resistenza al fuoco secondo il D.M. 9 marzo 2007 e la verifica complessiva del compartimento richiedono una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato.
← Torna agli Strumenti e Calcolatori
Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti su prevenzione incendi, impresa e ambiente
Che cos'è il carico d'incendio specifico di progetto qf,d?
È il valore, espresso in MJ/m², utilizzato dal Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015, capitolo S.2.9) per individuare la classe di resistenza al fuoco richiesta a un compartimento. Si ottiene applicando al carico d'incendio specifico nominale qf tre coefficienti correttivi: δq1 (superficie del compartimento), δq2 (classe di rischio) e δn (misure di controllo dell'incendio presenti).
Come si calcola il carico d'incendio specifico nominale qf?
Con la formula qf = Σ(gi·Hi·mi·ψi) / A, dove gi è la massa di ciascun materiale combustibile presente nel compartimento (kg), Hi il relativo potere calorifico inferiore (MJ/kg), mi il fattore di partecipazione alla combustione, ψi il fattore di limitazione della partecipazione, e A la superficie lorda del compartimento (m²). La sommatoria è estesa a tutti i materiali combustibili presenti.
Cosa rappresentano i coefficienti δq1, δq2 e δn?
δq1 dipende dalla superficie lorda del compartimento (da 1,00 per A<500 m² fino a 2,00 per A≥10.000 m²) e tiene conto della maggiore probabilità di incendio esteso in compartimenti grandi. δq2 dipende dalla classe di rischio dell'attività (I basso 0,80; II moderato 1,00; III alto 1,20). δn è il prodotto dei coefficienti relativi alle misure antincendio effettivamente presenti (rete idranti, impianti automatici, gestione della sicurezza, rivelazione e allarme, operatività antincendio): più misure sono attive, più δn si riduce.
La classe di resistenza al fuoco si ricava direttamente da questo calcolo?
No. Il qf,d ottenuto va poi confrontato con le soglie del D.M. 9 marzo 2007 (Approvazione di norme tecniche per la determinazione dei requisiti di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi) per individuare la classe (i valori normalizzati sono tipicamente 15, 30, 45, 60, 90, 120, 180, 240 minuti). L'attribuzione della classe non è automatizzata in questo strumento e va condotta da un tecnico abilitato con riferimento al procedimento del D.M. 9/3/2007.
I poteri calorifici Hi utilizzati sono valori certi o indicativi?
Sono valori indicativi tratti dalla letteratura tecnica e dall'EN 1991-1-2, pensati come punto di partenza editabile: per ogni caso reale i poteri calorifici dei materiali effettivamente presenti nel compartimento vanno verificati sulle schede tecniche dei prodotti o su banche dati normative aggiornate, poiché possono variare in modo sensibile in funzione della composizione specifica del materiale.