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Ribaltamento di un muletto in magazzino a Torino: la perizia

Approfondimento · 2023-01-24

Carrello elevatore a uno scaffale alto circa cinque metri in un magazzino della logistica torinese, con pavimento in leggera pendenza trasversale e baricentro del carico elevato
Carrello elevatore a uno scaffale alto circa cinque metri in un magazzino della logistica torinese, con pavimento in leggera pendenza trasversale e baricentro del carico elevato

Il ribaltamento di un mulettoCarrello elevatoreIl carrello elevatore, comunemente detto muletto, e' l'attrezzatura di movimentazione piu' diffusa nei magazzini e nella logistica. La sua stabilita' dipende dall'equilibrio tra il carico sollevato e il contrappeso, all'interno di un… in un magazzino della logistica è uno degli infortuni più frequenti e, spesso, uno dei più mal ricostruiti. La spiegazione più comoda — l'errore del conducente — è anche quella che raramente resiste a una verifica tecnica rigorosa. In un polo logistico come quello dell'area metropolitana torinese, dove i grandi centri di distribuzione lavorano su turni serrati, distinguere la responsabilità individuale da una carenza strutturale dello stabilimento richiede il metodo dell'ingegneria forense.

Questo articolo ricostruisce, a partire da un caso verosimile ma romanzato per ragioni di riservatezza, come una perizia tecnica accerta la vera causa del ribaltamento di un carrello elevatore, incrociando i dati di telemetria del mezzo con la geometria reale del piano di calpestio.

Il contesto: la logistica alle porte di Torino

L'area metropolitana torinese non è soltanto un distretto industriale storico: è anche un nodo della logistica nazionale, con grandi centri di distribuzione che movimentano merci alle porte della città e nella prima cintura. In questi ambienti il carrello elevatore è lo strumento di lavoro quotidiano e i pallet vengono prelevati e depositati su scaffalature che raggiungono altezze considerevoli.

Proprio l'altezza di lavoro è la variabile critica. Quando le forche sollevano un carico a diversi metri da terra, il baricentro complessivo del sistema mezzo-carico si alza e la stabilità laterale diminuisce. Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di garantire condizioni operative sicure, di sottoporre le attrezzature alle verifiche periodiche previste dall'articolo 71, comma 7, e di mantenere in efficienza gli ambienti di lavoro. L'articolo 2087 del codice civile completa questo quadro con il dovere generale di tutela dell'integrità fisica del lavoratore.

C'è un aspetto che spesso sfugge a chi non conosce la dinamica di questi mezzi: un carrello elevatore è progettato per essere intrinsecamente più instabile di un normale veicolo. Il contrappeso posteriore, la posizione del carico a sbalzo sulle forche e l'assale sterzante posteriore rendono l'equilibrio laterale sensibile a variabili che in un'automobile sarebbero irrilevanti. Una pendenza modesta, un carico leggermente decentrato, una sterzata a mezzo sollevato: ciascuno di questi fattori, isolato, può essere tollerabile, ma la loro combinazione erode rapidamente il margine di sicurezza. Comprendere questa logica è il presupposto per non liquidare ogni ribaltamento come un errore umano.

La dinamica dell'infortunio

Il caso — verosimile ma romanzato per riservatezza — riguarda un magazziniere di trentatré anni, dipendente di una cooperativa di facchinaggio operante in un grande centro di distribuzione alle porte di Torino. Durante il prelievo di un pallet da uno scaffale a circa cinque metri di altezza, il carrello elevatore si ribalta lateralmente. Il lavoratore resta schiacciato parzialmente sotto la cabina, nonostante indossasse la cintura di sicurezza e il mezzo fosse dotato di tettuccio di protezione (FOPSROPS e FOPSROPS (Roll-Over Protective Structure) e FOPS (Falling-Object Protective Structure) sono le strutture di protezione installate su trattori, macchine movimento terra, carrelli elevatori e mezzi agricoli: la prima protegge l'operatore in…).

La prima lettura, in casi simili, tende a concentrarsi sulla condotta del conducente: una manovra troppo rapida, una sterzata in curva, un carico mal posizionato. Ma le protezioni funzionavano e il magazziniere era un operatore esperto. La perizia parte quindi da una domanda diversa: quali condizioni oggettive, nel punto e nell'istante dell'evento, hanno potuto portare il carrello oltre il proprio limite di stabilità? È qui che il ruolo del consulente tecnico d'ufficioConsulente tecnico d'ufficio (CTU)Il consulente tecnico d'ufficio (CTU) è l'esperto nominato dal giudice per fornire, all'interno del processo, le valutazioni tecniche necessarie a decidere la causa. Opera in posizione di terzietà e imparzialità e risponde ai quesiti… e del consulente tecnico di parte diventa decisivo.

Vale la pena sottolineare un dettaglio non secondario: il fatto stesso che il lavoratore sia rimasto schiacciato nonostante la cintura di sicurezza e il tettuccio FOPS indica che le protezioni previste erano presenti e in uso. La cintura, in particolare, ha lo scopo di trattenere l'operatore all'interno della cabina durante un ribaltamento, evitando che venga proiettato fuori e schiacciato dalla struttura. La loro presenza sposta ulteriormente il baricentro dell'indagine: se i dispositivi di protezione funzionavano e la condotta era corretta, la causa va cercata altrove, nelle condizioni in cui il mezzo è stato messo a operare.

Gli accertamenti tecnici: rilievi, telemetria e stabilità

La ricostruzione si fonda su tre fonti di dati, che il perito acquisisce e incrocia tra loro.

I rilievi geometrici. Il primo passo è misurare con precisione il piano di calpestio nella zona dell'evento: quote, planarità, eventuali pendenze. Non ci si accontenta del layout dichiarato del magazzino, ma si rileva lo stato di fatto, perché la pavimentazione reale può divergere dal progetto dopo anni di esercizio.

La telemetria di bordo. I carrelli elevatori moderni registrano dati operativi: velocità, altezza delle forche, angolo di sterzo, inclinazione, allarmi. Estrarre la telemetria dell'ultimo ciclo di lavoro consente di sapere con esattezza a che altezza si trovava il carico, a quale velocità procedeva il mezzo e se erano attivi allarmi di stabilità nell'istante del ribaltamento.

La verifica di compatibilità carico-capacità. Ogni carrello ha una capacità di sollevamento che decresce con l'altezza e con la distanza del baricentro del carico. Si verifica quindi se il peso movimentato, a quella specifica altezza, rientrava nella capacità residua indicata dal costruttore.

Ciascuna di queste fonti, presa da sola, direbbe poco. La telemetria senza la planimetria non consente di sapere su quale porzione di pavimento si trovava il mezzo; la planimetria senza la telemetria non dice a che altezza fosse il carico né a che velocità procedesse il carrello. È l'incrocio dei dati — la sovrapposizione della traccia del mezzo alla geometria reale del piano — a trasformare una serie di misure in una ricostruzione. Questo metodo, tipico dell'ingegneria forenseIngegneria forenseL'ingegneria forense è l'applicazione del metodo ingegneristico all'accertamento delle cause di eventi quali crolli, dissesti, incendi, esplosioni e cedimenti, a supporto di giudici, avvocati e assicurazioni. Combina rilievi, analisi…, consente di collocare l'evento in un punto preciso dello spazio e del tempo e di associarvi le condizioni che lo hanno reso possibile.

Incrociando telemetria e planimetria, la ricostruzione ha rivelato un elemento che nessun rilievo superficiale avrebbe colto: il pavimento, nel punto esatto dell'evento, presentava una lieve ma significativa pendenza trasversale, non censita nel layout né segnalata agli operatori. La sua origine era un cedimentoCedimento differenzialeIl cedimento differenziale è l'abbassamento non uniforme delle fondazioni di un edificio: le diverse porzioni della struttura si abbassano in misura disuguale, generando sollecitazioni anomale che si traducono in lesioni e fessurazioni.… differenziale della soletta industriale, mai riparato.

L'elemento determinante: la pendenza non censita

La stabilità laterale di un carrello elevatore si descrive attraverso un angolo critico di ribaltamento: oltre quel valore, il sistema mezzo-carico perde l'equilibrio e si rovescia. Il costruttore dimensiona il mezzo per garantire un margine di sicurezza rispetto a quel limite, ma quel margine dipende dall'altezza del baricentro e dalle condizioni del piano su cui il carrello opera.

Lo schema seguente illustra il meccanismo: con il carico a piena altezza il baricentro sale, e una pendenza trasversale somma il proprio effetto fino ad avvicinare pericolosamente l'angolo critico.

Diagramma di stabilità del carrello elevatore: baricentro alto per carico a piena altezza, pendenza trasversale e angolo critico di ribaltamento
Diagramma di stabilità del carrello elevatore: baricentro alto per carico a piena altezza, pendenza trasversale e angolo critico di ribaltamento

Le simulazioni di stabilità condotte dal perito hanno dato un risultato netto: con il baricentro elevato del carico a piena altezza, quella pendenza trasversale — da sola — era sufficiente a superare l'angolo critico previsto dal costruttore. In altre parole, il ribaltamento non richiedeva alcun errore di guida: la sola combinazione tra altezza del carico e pendenza del pavimento bastava a portare il mezzo oltre il limite. La condotta del conducente, corretta, non concorre all'evento.

Il grafico seguente riassume i fattori concomitanti che la perizia ha isolato e pesato.

Fattori concomitanti del ribaltamento: pavimento non censito, altezza del carico e dati di telemetria che convergono sulla causa strutturale
Fattori concomitanti del ribaltamento: pavimento non censito, altezza del carico e dati di telemetria che convergono sulla causa strutturale

La catena delle responsabilità

La conseguenza della ricostruzione è uno spostamento del baricentro — questa volta giuridico — dalla condotta del conducente alla gestione strutturale dello stabilimento. Il difetto della pavimentazione era una condizione oggettiva, preesistente e nota nella sua origine (un cedimento della soletta), che non era stata riparata né segnalata.

Gli obblighi in materia ricadono anzitutto sul datore di lavoro che gestisce il magazzino: mantenere gli ambienti di lavoro in condizioni idonee, aggiornare la valutazione dei rischi e il DVR in coerenza con lo stato reale dei luoghi, garantire che le pavimentazioni su cui operano i carrelli siano prive di difetti pericolosi. A seconda dei contratti e della natura del vizio, la responsabilità per la manutenzione strutturale può coinvolgere anche il proprietario dell'immobile. Rileva inoltre la figura del prepostoPrepostoIl preposto e' la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati, sovrintende all'attivita' lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone…, tenuto a vigilare sulle condizioni operative e a segnalare le criticità.

Un elemento che la perizia valorizza è la conoscibilità del difetto. Un cedimento differenziale della soletta non si produce dall'oggi al domani: è un fenomeno progressivo, che nel tempo lascia tracce — fessurazioni, avvallamenti, difficoltà di manovra segnalate dagli operatori. La mancata mappatura di queste pendenze nel layout del magazzino e l'assenza di segnalazione nel punto critico indicano una carenza nella sorveglianza dell'ambiente di lavoro. La valutazione dei rischi, per essere efficace, deve fotografare le condizioni reali dei luoghi e non un loro modello ideale: è su questo scarto tra il dichiarato e il reale che si concentra spesso l'analisi dell'ingegneria forense.

Va inoltre ricordato che la corretta formazione del conducente e l'adeguatezza del carrello alle mansioni fanno parte del quadro degli obblighi datoriali. Nel caso in esame questi profili risultavano rispettati — operatore esperto, mezzo idoneo, protezioni in uso — e proprio la loro regolarità rafforza la conclusione tecnica: eliminate le cause riconducibili alla persona e alle dotazioni, resta la condizione ambientale come fattore determinante. È un ragionamento per esclusione che, sorretto dalle simulazioni di stabilità e dai dati oggettivi, restituisce alla ricostruzione la solidità necessaria a reggere nel contraddittorioContraddittorio tecnicoIl contraddittorio tecnico è il principio per cui le operazioni peritali devono svolgersi con la partecipazione delle parti e dei loro consulenti, che hanno facoltà di assistere, formulare rilievi e proporre osservazioni. Garantisce che….

La perizia non attribuisce colpe: fornisce l'accertamento tecnico da cui il giudice, nel rispetto del contraddittorio, potrà far discendere la ripartizione delle responsabilità. Ma il suo contributo è sostanziale, perché senza l'incrocio tra telemetria e planimetria la causa reale sarebbe rimasta invisibile e l'infortunio sarebbe stato archiviato come un banale errore di manovra.

Il ruolo dell'ingegnere forense e il danno differenziale

In un procedimento di questo tipo il consulente tecnico di parteConsulente tecnico di parte (CTP)Il consulente tecnico di parte (CTP) è il tecnico di fiducia nominato da una parte per assisterla negli aspetti tecnici di una controversia. Redige perizie e relazioni a sostegno della posizione del proprio assistito, partecipa alle… svolge una funzione che comincia molto prima della stesura della relazione peritaleRelazione peritaleLa relazione peritale è il documento conclusivo della consulenza tecnica, in cui il professionista espone il metodo seguito, gli accertamenti compiuti, i dati rilevati e le conclusioni raggiunte. Deve essere chiara, ordinata e motivata,…. La telemetria del carrello e i rilievi del piano di calpestio vanno acquisiti tempestivamente: un pavimento riparato o dati di bordo sovrascritti prima dell'accertamento possono cancellare la prova decisiva. Durante le operazioni peritaliOperazioni peritaliLe operazioni peritali sono la fase in cui il danno, in particolare in ambito assicurativo, viene accertato e quantificato. Si svolgono in contraddittorio: l'assicurato o il danneggiato può parteciparvi con un proprio perito di parte,… il CTP presidia proprio questa fase, verificando la correttezza dei rilievi e la completezza dei dati.

Il consulente controlla poi la robustezza del nesso di causalità tra la pendenza non censita e il ribaltamento, contrastando le ricostruzioni che tentano di ricondurre tutto alla manovra del lavoratore. È una verifica tecnica, non retorica: si fonda sulle simulazioni di stabilità e sui dati, non su impressioni.

L'esperienza in materia di infortunistica nei magazzini insegna che le simulazioni di stabilità vanno costruite con parametri verificati e non presunti: il peso reale del carico, la sua posizione sulle forche, l'altezza effettiva di sollevamento, il valore misurato della pendenza. Ogni approssimazione a favore di una tesi indebolisce l'intera relazione. Per questo il consulente tecnico di parte lavora affinché i dati posti a base del calcolo siano quelli rilevati sul campo e documentati, in modo che le conclusioni siano ripercorribili da chiunque, compreso il consulente della controparte. È questa trasparenza del metodo a distinguere una perizia solida da una ricostruzione di comodo, e a renderla utile tanto nel giudizio civile quanto nel contenzioso assicurativo.

Sul piano risarcitorio si apre, anche qui, il tema del danno differenzialeDanno differenziale (INAIL)Il danno differenziale e' la parte di danno subito dal lavoratore infortunato che eccede l'indennizzo erogato dall'INAIL. L'assicurazione obbligatoria copre il danno secondo criteri e tabelle proprie, che non coincidono con la…. L'INAILINAILL'INAIL e' l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, ente che gestisce l'assicurazione obbligatoria a tutela dei lavoratori per gli infortuni e le malattie professionali. In caso di evento indennizzabile… indennizza l'infortunio sul lavoro secondo criteri tabellari e nei limiti della copertura obbligatoria, ma non ristora l'intero pregiudizio. La differenza tra il danno civilistico effettivo — comprensivo del danno biologicoDanno biologicoIl danno biologico è la lesione dell'integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, risarcibile a prescindere dalla capacità del danneggiato di produrre reddito. Riguarda la compromissione della salute… nella sua reale entità e delle voci non coperte — e l'indennizzo INAIL costituisce il danno differenziale, che il lavoratore può richiedere ai soggetti responsabili. Quantificarlo richiede una valutazione tecnica accurata, integrata con la componente medico-legale.

Per un'impresa della logistica torinese, per un lavoratore infortunato o per lo studio legale che ne cura gli interessi, il valore di un consulente tecnico capace di leggere la telemetria di un carrello e di simularne la stabilità è concreto: significa poter distinguere, con prove verificabili, tra una responsabilità individuale presunta e una carenza gestionale accertata. È questo il contributo che l'ingegneria forense porta al contenzioso da infortunio sul lavoro.

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Domande frequenti su ribaltamento muletto magazzino Torino

Di chi è la colpa se un muletto si ribalta in magazzino?

Non sempre del conducente. La perizia deve verificare le condizioni in cui il carrello elevatore ha operato: stato della pavimentazione, pendenze non segnalate, congruità tra carico e capacità residua all'altezza di lavoro. Spesso l'elemento determinante è una condizione ambientale che dipende dalla gestione dello stabilimento, non dalla manovra.

A cosa serve la telemetria del carrello elevatore in una perizia?

Il sistema di bordo registra dati come velocità, altezza delle forche, inclinazione e allarmi. Incrociando la telemetria con la planimetria del magazzino il perito ricostruisce con precisione la posizione e le condizioni del mezzo nell'istante del ribaltamento, distinguendo un errore di guida da una causa strutturale.

Una pendenza del pavimento può causare il ribaltamento di un muletto?

Sì. A pieno sollevamento il baricentro del carico è alto e il margine di stabilità laterale si riduce. Anche una pendenza trasversale lieve ma non censita può bastare a superare l'angolo critico di ribaltamento previsto dal costruttore, provocando il rovesciamento laterale nonostante una manovra corretta.

Chi risponde della manutenzione della pavimentazione industriale?

Gli obblighi ricadono sul datore di lavoro che gestisce lo stabilimento e, secondo i contratti e la natura del difetto, possono coinvolgere anche il proprietario dell'immobile. Un cedimento della soletta mai riparato e non segnalato è una carenza gestionale e manutentiva rilevante ai fini della responsabilità.

Perché nominare un consulente tecnico di parte dopo un infortunio in logistica?

Perché sposta l'analisi dalla sola condotta del lavoratore alle condizioni reali in cui ha operato. Il consulente tecnico di parte presidia le operazioni peritali, acquisisce telemetria e rilievi, verifica il nesso di causalità e supporta la quantificazione del danno biologico e del danno differenziale rispetto all'indennizzo INAIL.

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