CTU errata non imparziale perizia infedele

CTU errata non imparziale perizia infedele falsa perizia: Vediamo come tutelarsi.

CTU errata: la perizia errata fatta in sede di Consulenza Tecnica d’Ufficio comporta anche la responsabilità penale per il perito del Tribunale.

CTU errata non imparziale perizia infedele falsa perizia
CTU errata non imparziale perizia infedele falsa perizia sono tutti casi di CTU che possono recare parecchi danni alle parti.

Abbiamo già parlato di come contestare una CTU ora vediamo che conseguenze può avere una perizia errata in termini di responsabilità civile e penale del CTU e come prenderne spunto per l’eventuale contestazione della CTU errata. Essendo il CTU, nell’espletamento delle sue funzioni,  un pubblico ufficiale si può arrivare alla reclusione e  all’interdizione dai pubblici uffici.

Non di rado, purtroppo, ci capita di dover analizzare perizie di CTU veramente scadenti sotto il profilo tecnico e dei contenuti. A volte si può arrivare a parlare di perizie con:

  • CTU errata
  • CTU non imparziale
  • CTU perizia infedele
  • falsa perizia del CTU
  • falsa perizia con dolo del CTU

Tutto questo porta poi a

  • contestazione perizia CTU
  • ricusazione del CTU per vari motivi

Spesso questo accade per vari motivi legati all’incapacità professionale del CTU o alla sua malafede oppure anche perché il proprio CTP non è stato sufficientemente bravo ed efficace nel dirigere il CTU verso le giuste posizioni o le giuste analisi tecniche da riportare nella perizia di CTU. Di cosa deve fare il CTP ne abbiamo però già parlato.

La responsabilità professionale del CTU che ricordiamo è il Consulente Tecnico d’Ufficio scelto e nominato dal Giudice, è tracciata, in prima battuta dalle norme del diritto civile, comunque ciò non esclude la possibilità di procedere una tutela anche in sede civile e penale. Questo grazie contenuto dell’art. 64 c.p.c che richiamano le norme penalistiche.

Reati del CTU e sue responsabilità

Come detto il CTU quando viene nominato assume la funzione di Pubblico Ufficiale ai sensi dell’art. 357 c.p., in qualità di ausiliario del Giudice, può incorrere in una serie di reati direttamente legati a tale ruolo come ad esempio si pensi: al peculato, alla corruzione, alla concussione e all’abuso di ufficio, nonché specificatamente può incorrere in reati riferiti proprio alla figura dell’esperto CTU dell’autorità giudiziaria prevista dall’art. 366 c.p.

Il CTU, infatti, può essere punito con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da 30 euro fino a 516 euro se il CTU, nominato dal Giudice, ometta di adempiere alle proprie funzioni.

L’art. 373 c.p., a riguardo della falsa perizia o interpretazione, stabilisce la pena della reclusione da 2 a 6 anni per il CTU che, nominato dall’autorità giudiziaria, dà pareri o interpretazioni mendaci o afferma fatti non conformi al vero.

Il verbale redatto dal Consulente Tecnico d’Ufficio in qualità di Pubblico Ufficiale costituisce atto pubblico, anche riguardo ai fatti che il CTU affermi essersi verificati in sua presenza, per cui nei suoi confronti si può procedere con querela di falso. Tale possibilità di querela non è invece ammissibile nei riguardi del contenuto della consulenza tecnica d’ufficio, la quale non fa pubblica fede delle affermazioni o contestazioni o giudizi in essa contenuti.

CTU errata non imparziale perizia infedele falsa
CTU errata non imparziale perizia infedele falsa

L’art. 374 c.p., riguardo alla frode processuale, punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni il CTU o perito che, nell’esecuzione di una perizia, modifichi artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone su cui si deve svolgere la consulenza tecnica.

Al Consulente Tecnico d’Ufficio si applicano le disposizioni del codice penale riguardanti i periti, ma va ricordato che nel codice di procedura penale non vi è alcuna disposizione analoga al citato art. 64 c.p.c.

Se una delle parti in causa, ritiene d’aver subito un tangibile pregiudizio in conseguenza dell’operato del CTU esperto in un processo penale o civile, può far valere il diritto al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 2043 c.c., innanzi al Giudice competente per valore e territorio.

Come dimostrare la CTU errata

L’errata CTU, la CTU non imparziale, la CTU perizia infedele, la falsa perizia del CTU o la falsa perizia con dolo del CTU devono essere dimostrate e per questo occorre sempre proporre una controperizia fatta dal proprio consulente tecnico di parte, che deve minuziosamente confutare i vari punti della perizia del CTU.

Un’analisi particolare da farsi è quella in merito ai vari casi di colpa grave in cui può incorrere il CTU nell’esecuzione del mandato ricevuto. Questi sono regolati dall’art. 64 c.p.c., e si verificano quando:

  • il CTU smarrisce documenti originali e non più riproducibili dal contenuto dei fascicoli di parte;
  • il CTU perde o distrugge la cosa controversa o documenti affidatogli;
  • il CTU omette di eseguire accertamenti irripetibili;
  • il CTU non avvisa le parti sulla data d’inizio delle operazioni peritali provocando l’annullamento della consulenza su istanza di parte;
  • il CTU redige una consulenza non idonea o incompleta con conseguente innovazione della stessa;
  • il CTU assume l’incarico conferitogli dal Giudice pur non avendo un’adeguata e specifica conoscenza tecnica nel settore oggetto della consulenza richiesta e redige pertanto un elaborato viziato da errori.

L’ art. 64, comma 2, c.p.c., punisce il Consulente che commette tali reati con l’arresto fino ad 1 anno oppure con l’ammenda di oltre a 10.000 euro, con la pena accessoria della sospensione dall’esercizio della libera professione per un periodo da 15 giorni a 2 anni (art. 35 c.p.).

Se il CTU che commette colpa grave, come già detto, è dovuto anche il risarcimento dei danni indipendentemente dal fatto che gli sia stata applicata la pena pecuniaria.

Infine, ai sensi dell’art. 377 c.p., chiunque prometta denaro o altra utilità a un Consulente Tecnico d’Ufficio per indurlo a una falsa perizia, è punibile, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata o sia accettata ma la falsità non sia commessa, con la pena di cui all’art. 373 c.p. (da 2 a 6 anni di reclusione) ridotta dalla metà ai due terzi e con l’interdizione dai pubblici uffici.

Ovviamente, come già detto, tutti i fatti che costituiscono una delle fattispecie sopra descritte vanno provate dalla parte che le contesta che per questo dovrà necessariamente avvalersi di un Consulente Tecnico di Parte per confutare la CTU errata.

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