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Investimento di pedone: stimare la velocità dalla distanza di proiezione

Approfondimento · 2026-06-14

La velocità d'impatto di un veicolo che investe un pedone si può stimare dalla distanza di proiezione S — la distanza orizzontale dal punto d'urto al punto di quiete del pedone — applicando le equazioni di Searle (1993). Il metodo non fornisce un valore unico ma un intervallo: la velocità minima è Vmin = √( 2·g·S·μ / (1+μ²) ) e la velocità massima è Vmax = √( 2·μ·g·S ), dove g = 9,81 m/s² e μ è il coefficiente di attrito tra il corpo del pedone e il suolo. Quel range Vmin–Vmax è la stima dell'ordine di grandezza della velocità del veicolo al momento dell'urto, da usare come primo inquadramento del sinistro.

La distanza di proiezione S va dal punto d'urto al punto di quiete del pedone
La distanza di proiezione S va dal punto d'urto al punto di quiete del pedone

La distanza di proiezione: il dato di partenza

Il metodo poggia su una sola misura geometrica: la distanza di proiezione S. È la distanza orizzontale che separa il punto d'urto — dove il veicolo ha colpito il pedone — dal punto di quiete, cioè la posizione finale in cui il corpo si è fermato dopo essere stato proiettato. Rilevare con cura questi due punti, di norma desunti dal verbale, dai segni sulla sede stradale e dalla posizione del pedone, è il presupposto di tutta la stima: un errore su S si trasferisce per intero sul risultato.

L'idea fisica è semplice. Il veicolo, urtando il pedone, gli imprime una velocità di lancio; il corpo percorre una traiettoria e poi scivola fino a fermarsi, dissipando energia nell'attrito con il suolo. Dalla distanza percorsa e dall'attrito si risale, a ritroso, alla velocità con cui il corpo è stato lanciato — che è legata alla velocità del veicolo. Per questo il tema è delicato e va trattato con sobrietà: si lavora su schemi e misure, non su immagini delle lesioni.

Va chiarito subito cosa rappresenta il risultato. Le equazioni restituiscono la velocità di lancio del pedone, cioè la velocità con cui il corpo è partito dopo l'urto; questa velocità viene poi assunta come stima dell'ordine di grandezza della velocità d'impatto del veicolo. Non è un'uguaglianza esatta, ma un'approssimazione utile quando il pedone è stato proiettato in modo netto. Per questo il metodo è considerato uno strumento di primo livello: dà un inquadramento rapido e difendibile, da affinare poi con il rilievo completo del sinistro.

Le equazioni di Searle: minima e massima

Searle non propone un numero ma un intervallo, perché la stessa distanza di proiezione può corrispondere a velocità diverse a seconda di come il corpo è stato lanciato. Le due equazioni delimitano l'intervallo:

Le equazioni di Searle forniscono una velocità minima e una massima
Le equazioni di Searle forniscono una velocità minima e una massima
GrandezzaFormulaSignificato
Velocità minimaVmin = √( 2·g·S·μ / (1+μ²) )Limite inferiore dell'intervallo
Velocità massimaVmax = √( 2·μ·g·S )Limite superiore dell'intervallo

In entrambe g = 9,81 m/s² e μ è il coefficiente di attrito corpo-suolo. Il risultato in m/s si converte in km/h moltiplicando per 3,6. Va letto come velocità di lancio del pedone, assunta come stima dell'ordine di grandezza della velocità d'impatto del veicolo: i due valori non coincidono necessariamente, come si vedrà più avanti.

Le due formule condividono la stessa struttura — entrambe crescono con la radice del prodotto μ·g·S — ma differiscono per il termine (1+μ²) a denominatore della velocità minima, che la rende sempre inferiore alla massima. A parità di distanza S, perciò, all'aumentare di S cresce la velocità stimata, mentre la scelta del coefficiente di attrito sposta sia il limite inferiore sia quello superiore. È questo il motivo per cui non ha senso comunicare un numero secco: il dato onesto è l'intervallo, accompagnato dalle ipotesi su S e μ adottate per ricavarlo.

Il coefficiente di attrito del corpo

Il parametro più sensibile dopo S è il coefficiente di attrito μ del corpo che scivola sull'asfalto. La letteratura tecnica offre intervalli di riferimento misurati sperimentalmente:

Il coefficiente di attrito del corpo del pedone secondo la letteratura
Il coefficiente di attrito del corpo del pedone secondo la letteratura
FonteIntervallo di μNote
Searle (1993)0,66 – 0,79Sostanzialmente indipendente dal fondo
West Midlands Police (1989)0,57 – 0,90Variabile secondo l'abbigliamento
Valore raccomandato0,66Modificabile nel range 0,45 – 0,85

Searle riportò valori dell'ordine di 0,66–0,79, quasi indipendenti dal tipo di fondo; i test successivi della West Midlands Police trovarono un intervallo più ampio, da 0,57 a 0,90, legato soprattutto all'abbigliamento del pedone. Un valore di 0,66–0,70 è considerato ragionevole. Lo strumento adotta 0,66 come valore raccomandato, modificabile fra 0,45 e 0,85: resta comunque un dato indicativo, da calibrare caso per caso secondo superficie, indumenti e dinamica.

Perché il risultato è un intervallo ampio

La distanza di proiezione non dipende solo dalla velocità: dipende da come il pedone è stato colpito e lanciato. Per questo Searle restituisce un intervallo, e nei casi reali l'ampiezza della stima può superare il 200%. I fattori che allargano il range sono molti e spesso non noti a priori:

La stessa misura S, infatti, può nascere da un urto frontale che proietta il corpo in avanti, da un impatto di striscio che lo fa ruotare lateralmente o da uno scavalcamento del cofano: dinamiche diverse, distanze diverse a parità di velocità. Senza conoscere quale sia avvenuta, la sola distanza non basta a fissare un numero, e l'intervallo Vmin–Vmax è il modo corretto di rappresentare questa incertezza residua.

La stima è un intervallo ampio per via dei molti fattori non noti
La stima è un intervallo ampio per via dei molti fattori non noti
FattoreEffetto sulla proiezione
Angolo di lancioCambia la quota di velocità trasferita al corpo
Tipo di impatto (frontale, di striscio, scavalcamento del cofano)Determina la dinamica del lancio
Altezza del baricentro del pedoneInfluisce su rotazione e traiettoria
Attrito corpo-asfaltoRegola la lunghezza dello scivolamento
Pendenza del trattoModifica la distanza percorsa

Un punto va sottolineato con onestà tecnica: Searle stesso avverte che il pedone difficilmente raggiunge l'intera velocità del veicolo che lo investe. Ne consegue che Vmin tende a sottostimare la velocità reale del veicolo. Proprio per questo si indica un intervallo Vmin–Vmax e non un valore singolo, e si evitano correzioni percentuali arbitrarie che darebbero una falsa precisione.

I limiti del metodo: quando non si applica

Le equazioni di Searle presuppongono un urto "pulito", cioè un pedone effettivamente proiettato dal veicolo e che poi scivola fino al punto di quiete. Il metodo non si applica se il pedone è stato caricato sul cofano o trascinato: in quei casi non c'è una proiezione netta e la distanza S non rappresenta più la dinamica del lancio.

Il metodo di Searle vale solo per un urto pulito, non se il pedone è caricato o trascinato
Il metodo di Searle vale solo per un urto pulito, non se il pedone è caricato o trascinato

Riconoscere la tipologia di urto è quindi il primo controllo da fare: applicare la formula a un investimento con caricamento o trascinamento porta a risultati privi di significato. In quelle situazioni serve una ricostruzione dedicata, che integri l'analisi delle lesioni, dei danni al veicolo e delle tracce sulla sede stradale. Lo stesso vale quando alle tracce di proiezione si affiancano segni di frenata: in quel caso può essere utile incrociare la stima con il calcolo della velocità dalle tracce di frenata.

In sintesi, le condizioni perché le equazioni di Searle abbiano senso sono tre: una distanza di proiezione S misurabile in modo affidabile, un coefficiente di attrito plausibile per il caso concreto e un urto pulito senza caricamento né trascinamento. Quando una di queste ipotesi salta, il numero che esce dalla formula va abbandonato e si passa a una valutazione più articolata. Riconoscerlo in anticipo evita di costruire conclusioni su una base che non regge.

Dalla stima orientativa alla prova tecnica

Uno strumento di calcolo restituisce in pochi secondi un ordine di grandezza, ma non è una perizia. La ricostruzione di un investimento utilizzabile in sede assicurativa, civile o penale richiede il rilievo del punto d'urto e di quiete, la verifica del coefficiente di attrito coerente con il caso, l'analisi delle lesioni e dei danni al veicolo e l'incrocio con le altre evidenze, fino a una relazione tecnica firmata. È il lavoro del consulente tecnico di parte (CTP): non promettiamo un esito, costruiamo basi tecniche verificabili che reggano nel contraddittorio con la controparte o con il CTU.

Vuoi una prima stima autonoma? Usa il calcolatore della velocità nell'investimento di pedone; per i casi con tracce sull'asfalto vedi anche il calcolo della velocità dalle tracce di frenata e la ricostruzione dell'urto. Se il sinistro è già in gestione, contatta lo studio per una valutazione tecnica del tuo caso.

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Domande frequenti su infortunistica stradale

Come si stima la velocità da quanto è stato proiettato il pedone?

Si misura la distanza di proiezione S, cioè la distanza orizzontale dal punto d'urto al punto di quiete del pedone, e si applicano le equazioni di Searle. La velocità minima è Vmin = √(2·g·S·μ / (1+μ²)), la velocità massima è Vmax = √(2·μ·g·S), dove g = 9,81 m/s² e μ è il coefficiente di attrito tra pedone e suolo. Il risultato è un intervallo di velocità di lancio del pedone, usato come stima dell'ordine di grandezza della velocità d'impatto del veicolo.

Perché la stima ha un range così ampio?

Perché la distanza di proiezione dipende da molti fattori non noti a priori: l'angolo di lancio, il tipo di impatto (frontale, di striscio, scavalcamento del cofano), l'altezza del baricentro del pedone, l'attrito tra corpo e asfalto e l'eventuale pendenza. Per questo Searle definisce una velocità minima e una massima anziché un valore unico. In casi reali la variazione della stima può superare il 200%.

Quanto vale il coefficiente di attrito del pedone?

Searle riportò un coefficiente di attrito del corpo che scivola dell'ordine di 0,66–0,79, sostanzialmente indipendente dal fondo. Test successivi della West Midlands Police (1989) trovarono valori tra 0,57 e 0,90 a seconda dell'abbigliamento. Un valore di 0,66–0,70 è considerato ragionevole. Lo strumento usa 0,66 come valore raccomandato, modificabile nel range 0,45–0,85; è un valore indicativo da calibrare caso per caso.

Vmin coincide con la velocità del veicolo?

No. Searle stesso avverte che il pedone difficilmente raggiunge l'intera velocità del veicolo che lo investe, quindi Vmin tende a sottostimare la velocità reale del veicolo. Per questo si preferisce indicare un intervallo Vmin–Vmax e non un valore singolo, evitando correzioni percentuali arbitrarie.

Questo calcolatore sostituisce una perizia cinematica?

No. È uno strumento di primo livello che dà un ordine di grandezza. La ricostruzione di un investimento per uso in causa richiede una consulenza tecnica di parte (CTP), con rilievo del punto d'urto e di quiete, analisi delle lesioni e dei danni al veicolo, e incrocio con altre evidenze.

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