Calcola l'imposta sostitutiva sugli affitti con la cedolare secca. Inserisci il canone annuo e scegli il tipo di contratto: lo strumento applica l'aliquota corretta (21%, 10% o 26%) e stima il risparmio rispetto all'imposta di registro e di bollo. Dati aggiornati al 2026.
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Le aliquote della cedolare secca 2026
| Tipo di contratto | Aliquota |
|---|---|
| Canone libero (4+4) | 21% |
| Canone concordato (3+2, transitori, studenti nei comuni ad alta tensione) | 10% |
| Locazione breve — primo immobile | 21% |
| Locazione breve — dal secondo immobile (max 2 unità in cedolare) | 26% |
Normativa: art. 3 D.Lgs. 23/2011 (cedolare secca); aliquota 10% sul canone concordato; aliquota 26% per le locazioni brevi dal secondo immobile (L. 213/2023, Bilancio 2024). Dal 2026 la cedolare sugli affitti brevi è ammessa fino a 2 unità immobiliari per periodo d'imposta.
Cosa si risparmia
La cedolare secca sostituisce, sul reddito da locazione: l'IRPEF e le addizionali regionale e comunale, l'imposta di registro (2% del canone annuo) e l'imposta di bollo (16 € per ogni 4 facciate). In cambio si rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell'opzione.
⚠️ Avvertenza: stima orientativa dell'imposta sostitutiva. La convenienza rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF dipende dall'aliquota marginale e dalle detrazioni del contribuente e va valutata caso per caso. Per la registrazione ordinaria usa il calcolo della tassa di registro locazioni.
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Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti su il calcolo della cedolare secca sugli affitti
Quali sono le aliquote della cedolare secca nel 2026?
Sono tre: 21% per i contratti a canone libero, 10% per i contratti a canone concordato (3+2 o transitori nei comuni ad alta tensione abitativa), 26% per le locazioni brevi a partire dal secondo immobile destinato a questo regime (il primo resta al 21%). Dal 2026 la cedolare sugli affitti brevi è ammessa per un massimo di due unità immobiliari per periodo d'imposta.
Cosa sostituisce la cedolare secca?
L'imposta sostitutiva del 21% (o 10%/26%) sostituisce l'IRPEF e le relative addizionali regionale e comunale sul reddito da locazione, l'imposta di registro e l'imposta di bollo sul contratto e sulle proroghe. Il canone non concorre a formare il reddito complessivo ai fini IRPEF.
La cedolare secca conviene sempre?
Non sempre. Conviene di norma a chi ha aliquota marginale IRPEF medio-alta, perché applica un'aliquota fissa sull'intero canone (senza l'abbattimento forfettario del 5% previsto in regime ordinario). Per redditi bassi o con molte detrazioni la tassazione ordinaria può risultare più favorevole: va confrontata caso per caso.
Con la cedolare secca posso aggiornare il canone ISTAT?
No. Optando per la cedolare secca il locatore rinuncia, per il periodo dell'opzione, alla facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone, anche se previsto dal contratto (inclusa la rivalutazione ISTAT).