Il compenso del CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) si determina secondo le tabelle del DM 30 maggio 2002 e i criteri del DPR 115/2002 (Testo Unico spese di giustizia, artt. 49-57): onorari fissi, variabili tra un minimo e un massimo, a percentuale sul valore della controversia calcolata per scaglioni, oppure a vacazioni (a tempo) quando la prestazione non è prevista in tabella. Il calcolatore qui sotto applica le tabelle vigenti, le maggiorazioni e riduzioni di legge e la sentenza della Corte Costituzionale n. 16/2025 sulle vacazioni, e genera la bozza di istanza di liquidazione da depositare.
1 · Dati dell'incarico
La vacazione si divide solo per metà; trascorsa un'ora e un quarto è dovuta per intero. Massimo 4 vacazioni al giorno, salvo operazioni alla presenza dell'autorità giudiziaria (art. 4 L. 319/1980).
2 · Spese e accessori
3 · Liquidazione calcolata
Stima secondo tabelle e criteri di legge: la liquidazione definitiva spetta al giudice con decreto. Ricorda il termine di 100 giorni dal compimento delle operazioni per depositare l'istanza (art. 71 c. 2 DPR 115/2002).
4 · Istanza di liquidazione (bozza pronta)
Come si calcola il compenso del CTU: il quadro normativo
Il sistema poggia su due testi. Il DM 30 maggio 2002 contiene le tabelle degli onorari, distinte per materia: a ogni tipo di incarico corrisponde un articolo con un onorario fisso, una forchetta minimo-massimo o una percentuale per scaglioni sul valore. Il DPR 115/2002 (Testo Unico spese di giustizia) detta le regole di applicazione: l'art. 49 elenca le spettanze (onorario, indennità e spese di viaggio, rimborso delle spese sostenute), l'art. 51 affida al giudice la scelta del punto della forchetta in base a difficoltà, completezza e pregio della prestazione e consente l'aumento fino al 20% in caso di urgenza dichiarata con decreto motivato, l'art. 52 sanziona il deposito tardivo con la riduzione di un terzo, l'art. 53 disciplina gli incarichi collegiali (+40% per ciascun altro componente), l'art. 71 fissa il termine di decadenza di 100 giorni per la domanda di liquidazione.
Per le attività non previste in tabella si applica l'onorario a tempo: la vacazione di due ore dell'art. 4 della L. 319/1980, rideterminata dal DM 2002 in € 14,68 per la prima e € 8,15 per le successive. Su questo punto è intervenuta la Corte Costituzionale con la sentenza n. 16/2025: il compenso ridotto per le vacazioni successive alla prima è illegittimo, quindi dal 13 febbraio 2025 ogni vacazione si liquida a € 14,68. Restano fermi il limite delle quattro vacazioni al giorno (salvo operazioni alla presenza dell'autorità giudiziaria) e le maggiorazioni per i termini brevi: raddoppio entro 5 giorni, aumento fino alla metà entro 15 giorni.
Un'avvertenza onesta: le tabelle sono ferme al 2002. Nonostante l'obbligo di adeguamento periodico previsto dalla legge, nessun decreto le ha mai aggiornate, e il tema è oggetto di ricorrenti prese di posizione degli ordini professionali. Il calcolatore applica i valori vigenti, che sono quelli — datati — del DM 30 maggio 2002.
Le tabelle più usate nell'area tecnica
Per chi opera in ambito edilizio, immobiliare e impiantistico gli articoli di riferimento sono soprattutto due. L'art. 11 (costruzioni edilizie e simili) prevede un onorario per scaglioni non cumulativi sull'importo dei lavori o dell'opera:
| Importo dei lavori | Onorario minimo | Onorario massimo |
|---|---|---|
| fino a € 5.164,57 | € 72,56 | € 291,28 |
| fino a € 10.329,14 | € 145,12 | € 434,86 |
| fino a € 25.822,84 | € 291,28 | € 580,92 |
| fino a € 51.645,69 | € 434,86 | € 872,30 |
| fino a € 103.291,38 | € 580,92 | € 1.451,21 |
| oltre | € 872,30 | € 2.325,11 |
L'art. 13 (estimo) prevede invece un onorario a percentuale per scaglioni cumulativi sull'importo stimato — dal 2-4% del primo scaglione fino allo 0,05-0,125% oltre € 516.456,90, con un minimo di € 145,12 e un massimo di € 16.526,62. Il calcolatore contiene tutte le tabelle del decreto (32 voci, dalle materie contabili all'agricoltura, dal danno alla persona alla grafologia): selezionando la materia compaiono i campi e i limiti corretti.
Consigli pratici per l'istanza di liquidazione
La differenza tra un'istanza liquidata bene e una decurtata sta quasi sempre nella motivazione. Indica sempre l'articolo della tabella applicato e il criterio di determinazione del valore (per le percentuali a scaglioni il valore va ancorato a elementi oggettivi degli atti); se chiedi il massimo della forchetta, motiva difficoltà, completezza e pregio; se l'incarico è stato dichiarato urgente, cita il decreto del giudice; allega i giustificativi delle spese, che vanno rimborsate integralmente ma documentate. E soprattutto deposita entro i 100 giorni: la Cassazione applica la decadenza con rigore.
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Come si calcola il compenso del CTU?
Il compenso del CTU si calcola con le tabelle allegate al DM 30 maggio 2002, secondo i criteri del DPR 115/2002 (artt. 49-57): onorari fissi, variabili tra un minimo e un massimo, a percentuale sul valore della controversia per scaglioni, oppure a vacazioni (a tempo) per le attività non previste in tabella. La liquidazione finale spetta sempre al giudice con decreto.
Quanto vale una vacazione del CTU e cosa è cambiato nel 2025?
La vacazione è di due ore e vale 14,68 euro. Fino al 2025 le vacazioni successive alla prima valevano 8,15 euro, ma la Corte Costituzionale (sent. n. 16/2025) ha dichiarato illegittimo il compenso ridotto: dal 13 febbraio 2025 tutte le vacazioni si liquidano a tariffa piena. Il giudice non può liquidare più di quattro vacazioni al giorno, salvo operazioni svolte alla presenza dell'autorità giudiziaria.
Entro quando il CTU deve chiedere la liquidazione del compenso?
Entro 100 giorni dal compimento delle operazioni peritali (art. 71, comma 2, DPR 115/2002). È un termine di decadenza: presentare l'istanza oltre i 100 giorni fa perdere il diritto al compenso.
Quando spetta l'aumento per urgenza?
Gli onorari fissi e variabili possono essere aumentati fino al 20% se il magistrato dichiara l'urgenza dell'adempimento con decreto motivato (art. 51, comma 2, DPR 115/2002). Per gli onorari a vacazione vale invece l'art. 4 della L. 319/1980: raddoppio con termine fino a 5 giorni, aumento fino alla metà con termine fino a 15 giorni.
Cosa succede se il CTU deposita la relazione in ritardo?
Se la prestazione non è completata nel termine stabilito o prorogato, gli onorari diversi da quelli a tempo sono ridotti di un terzo; per gli onorari a tempo semplicemente non si conteggia il periodo successivo alla scadenza (art. 52 DPR 115/2002).
Il risultato del calcolatore è il compenso garantito?
No. Il calcolatore applica le tabelle e i criteri di legge, ma la liquidazione è un provvedimento del giudice, che valuta difficoltà, completezza e pregio della prestazione (art. 51, comma 1, DPR 115/2002). Lo strumento serve a predisporre un'istanza di liquidazione fondata e documentata.
Le tariffe del CTU sono aggiornate all'inflazione?
No. Le tabelle del DM 30 maggio 2002 non sono mai state adeguate, nonostante la legge preveda l'aggiornamento periodico. È uno dei punti più discussi della materia: a parità di tabella, il potere d'acquisto del compenso si è eroso di oltre il 40% dal 2002.
Il compenso del CTP si calcola allo stesso modo?
No. Il consulente tecnico di parte non è vincolato alle tabelle del DM 2002: il suo compenso è pattuito liberamente con il cliente ai sensi dell'art. 2233 del codice civile. Le tabelle CTU restano però un riferimento autorevole per valutare la congruità di un preventivo.