DIVISIONE EREDITÀ :Perizia stima eredità

PERIZIA STIMA EREDITÀ

DIVISIONE EREDITÀ – La Perizia Stima Eredità è il primo passo per procedere alla divisione dell’eredità.

La Perizia per divisione eredità tra coniuge e figli e/o altri eredi è necessaria quando la massa ereditaria è senza testamento o quando si devono verificare le quote ereditarie. Dividere l’eredità di immobili e altri beni è un operazione che richiede competenze non solo tecniche ma anche di mediazione tra i vari eredi.

divisione eredità
Chi ha lasciato i suoi beni in eredità lo ha fatto sperando di non generare divisioni. Ma spesso occorre essere aiutati perché ciò non avvenga.

La mediazione civile tra gli eredi può esser un vero aiuto sulla divisione ereditaria che preserva i rapporti interpersonali che spesso rischiano d’essere rovinati seguendo altre vie possibili, tra cui ad esempio il ricorso alla divisione dell’eredità fatta con avvocati davanti ad un Giudice o con l’aiuto di un Notaio.

Se non vi è un testamento valido e preciso che dispone come suddividere l’eredità in successione è certamente d’aiuto incaricare un perito per l’avvio amichevole della divisione dell’eredità.

 COMUNIONE EREDITARIA

Quando si avvia una successione ereditaria mortis causa, può accadere che i beni ereditati restino indivisi ed in comunione tra tutti gli eredi per un certo periodo(comunione ereditaria) il tutto in attesa che sia effettuata la divisione in quote dell’eredità con l’attribuzione ad ognuno dei singoli beni.

Fino a quando si mantiene la comunione ereditaria dei beni, a ogni coerede spetta la partecipazione a tutti i beni secondo una determinata quota del patrimonio ereditario considerata in astratto e non compiutamente individuata, cioè ogni coerede risulterà titolare non di determinai beni, bensì dell’intera massa ereditaria per la quota a lui spettante.

Se un coerede volesse alienare la propria quota di eredità, a quel punto gli altri coeredi hanno il diritto di prelazione per l’acquisto onde evitare l’intromissione di terzi estranei nella divisione eredità.

L’asse ereditario, ovvero il totale dei beni, può subire, durante la fase di comunione ereditaria, una modificazione nel valore dei singoli beni che lo compongono, dovute, per esempio, al maturare di frutti naturali e civili (ad esempio affitti, locazioni, ecc.).

Nel periodo di comunione ereditaria possono, così, maturare interessi, canoni, ecc. Ne deriva che per effettuare la divisione dei beni occorrerà procedere a una nuova stima dell’asse ereditario, determinando l’ammontare della massa dividenda attualizzata al momento dell’avvio della divisione.

Lo stato di comunione ereditaria viene a cessare quando gli eredi esercitano il diritto di divisione e accettano i singoli beni secondo quanto stabilito nel progetto di divisione ereditaria.

DIVISIONE EREDITÀ

La procedura di divisione ereditaria consta nel insieme delle operazioni volte allo scioglimento della comunione ereditaria.

PERIZIA-STIMA-EREDITA-SUCCESSIONI
La perizia di stima dell’eredità è il primo passo per una corretta ed equa divisione ereditaria.

Esistono i seguenti tipi di divisione:

DIVISIONE EREDITARIA AMICHEVOLE O CONTRATTUALE: Dipende esclusivamente dal potere di autonomia e privata volontà di tutti gli eredi, ed avviene con le modalità stabilite ed accettate dagli stessi coeredi, sulla base dell’unanimità dei consensi; se però non si raggiunge un bonario accordo sulla formazione delle quote di eredità si dovrà necessariamente ricorrere, alla divisione giudiziaria ovvero accettare le disposizioni di un Giudice che spesso agisce solo in nome della legge senza ascoltare le esigenze dei singoli eredi, scontentando così un po’ tutti. Anche per questo nella divisione dell’eredità è bene farsi assistere da un tecnico Perito estimatore con mandato di mediazione e conciliazione bonaria tra gli eredi;

DIVISIONE EREDITARIA GIUDIZIARIA: Quando non vi è accordo sulla divisione dell’eredità è affidarsi a quanto delibererà l’autorità giudiziaria quando, mancando l’unanimità dei consensi, i coeredi abbiano promosso l’azione di divisione ereditaria in tribunale il Giudice nominerà lui un suo Perito (CTU) per stimare i beni e formare le quote ereditarie da assegnare ai singoli eredi o per di spozione precisa o per sorteggio.

 

PROCEDURA DELLA PERIZIA DI STIMA EREDITÀ

Prima di iniziare la divisione ereditaria dei beni è fondamentale determinare il corretto valore della massa ereditaria dividenda netta.

La prima azione da compiere è il pagamento degli eventuali debiti e di ogni incombenza gravante sull’eredità.

La collazione ereditaria è un obbligo di legge imposto ai figli, al coniuge e a tutti gli eredi, che concorrono alla successione, di conferire (anche solo virtualmente comunicandolo) alla massa ereditaria dividenda tutto ciò che hanno ricevuto dal de cuius quando era in vita per donazione diretta o indiretta.

Sono donazioni dirette le consegne in denaro o in altri beni materiali ricevute dagli eredi.

Sono donazioni indirette le spese straordinarie sostenute a favore di un erede per assegnazioni in occasioni di matrimonio o per avviarlo all’esercizio di una attività professionale ecc..

Il de cuius può disporre nel testamento che certe donazioni siano dispensate dalla collazione, ma la dispensa vale sino al limite della quota disponibile.

Non sono soggette a collazione le spese di mantenimento e di educazione e quelle sostenute per malattia, nè quelle ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze: tali spese sono però soggette a collazione se eccedono notevolmente quello che si può considerare ordinario.

I frutti delle cose e gli interessi delle somme soggette a collazione, prodotti dal giorno dell’aperta successione, sono essi stessi soggetti a collazione.

La collazione può essere effettuata per imputazione (se il donatario conserva il possesso dei beni che avrebbe dovuto conferire, salvo eventuale conguaglio), o in natura (se il donatario restituisce la donazione alla massa ereditaria).

testamento divisione eredià
Anche quando vi è un testamento può essere necessaria una stima dei beni in eredità per la verifica delle quote ereditarie.

Ogni qual volta il donatario trattiene un bene che è tenuto a conferire per imputazione, gli altri eredi possono prelevare dalla massa ereditaria beni simili in proporzione alle quote loro spettanti, per goderne i frutti allo stesso modo di chi gode i frutti dei beni avuti in donazione e imputati alla propria quota.

Una volta determinata da parte del perito il valore della massa ereditaria dividenda, si procederà alla divisione ereditaria attraverso due operazioni che rientrano nel progetto di divisione ereditaria:

  1. CALCOLO DELLE QUOTE EREDITARIE DI DIRITTO SPETTANTI AGLI EREDI e la formazione delle quote ereditarie di fatto da attribuire ai medesimi. Il calcolo delle quote di diritto è una semplice operazione contabile. In base alle categorie e al numero degli eredi in concorso, si determinano le frazioni di eredità loro spettanti per legge o per testamento; il prodotto di tali frazioni per il valore economico della massa fornirà i valori delle quote.
  2. FORMAZIONE DELLE QUOTE DI FATTO: è l’operazione più complessa essa consiste nella costituzione di porzioni di beni definiti da assegnare in proprietà esclusiva ad ogni erede, in modo che ogni quota di fatto abbia un valore pari alla quota di diritto, e in modo che siano rispettate certe disposizioni di legge relative alla divisione, nonché, se esistono e sono applicabili, le disposizioni del testatore. Inoltre ogni singolo bene in eredità va stimato rispetto al suo valore di mercato, in modo tale che le quote siano poi veramente eque, in questa operazione è indispensabile l’aiuto di un perito estimatore dei beni ereditari.

Nella divisione ereditaria amichevole vale l’accordo che si può raggiunge fra i coeredi. Questi possono dunque affidare ad un perito esperto l’incarico di stimare la massa ereditaria dividenda e di allestire il progetto di divisione ereditaria.

Se, per l’insorgere di controversie, si giunge alla divisione ereditaria giudiziale, questa viene diretta ed organizzata dal giudice istruttore o da un eventuale notaio da lui delegato, i quali possono avvalersi a loro volta della consulenza di un perito.

In questo caso i singoli eredi possono nominare un loro perito di parte che sovraintenda alle operazioni peritali del consulente del giudice.

Ecco alcune regole generali a cui deve attenersi il perito incaricato della stesura della perizia di stima ereditaria, sempre che non intervenga un diverso accordo fra i coeredi.

Vedi esempio di Scrittura Privata per DIVISIONE EREDITÀ

Progetto di divisione ereditaria
il progetto di divisione ereditaria con mediazione tra le parti è il miglior metodo per la giusta suddivisione in quote dell’eredità. per  DIVIDERE L’EREDITA’ E NON LE PERSONE
  1. • Le porzioni da assegnare ai coeredi debbono essere omogenee, cioè comprendere una porzione di beni mobili, una di beni immobili e crediti di uguale natura e qualità, in proporzione dell’entità di ogni quota.
  2. • Se nell‘eredità vi sono immobili non divisibili, essi debbono essere compresi per intero nella porzione di uno dei coeredi, anche se questo fa superare il valore della singola quota, in tal caso all’assegnatario sarà addebitata l’eccedenza. Se nessuno dei coeredi è disposto ad accollarsi il bene indivisibile per non dover pagare l’eccedenza di valore agli altri, si può procedere alla vendita all’asta, conferendo il ricavato dalla vendita del bene ereditario alla massa ereditaria dividenda.
  3. • Nella divisione dei terreni non deve farsi luogo a frazionamenti che non rispettino la minima unità colturale (art. 846 c.c.). Il capitale agrario annesso ad un fondo è da considerarsi inseparabile dal fondo stesso.
  4. • L’assegnazione delle porzioni di eredità di ugual valore è fatta mediante estrazione a sorte. Per le porzioni diseguali si procede invece mediante attribuzione. Se della massa ereditaria fa parte un’azienda condotta in compartecipazione, i coeredi che siano compartecipanti hanno diritto di prelazione sull’azienda.
  5. • Al coniuge superstite sono garantiti i diritti di abitare nella casa di residenza familiare e di usarne i mobili, sempre che tali beni siano di proprietà del defunto o comune. Se il valore dell’abitazione e dei mobili è compreso nella quota ereditaria del coniuge superstite, è sufficiente immettere tali beni nella porzione a lui assegnata per soddisfare i diritti. Se il valore dell’abitazione e dei mobili supera quello della quota ereditaria del coniuge, nasce una servitù d’uso e abitazione, il cui valore va a ridurre prima la porzione disponibile, poi la quota di riserva dello stesso coniuge, se questa ancora non basta, le quote di riserva dei figli.

Per ottenere una consulenza sulla “divisione eredità” con l’aiuto di un tecnico mediatore:

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